Juve, i tormentoni dei tifosi

Juve, i tormentoni dei tifosi


La Lazio è ancora fatale per la Juventus. Dopo la sconfitta in Supercoppa, i bianconeri non superano la squadra di Inzaghi nemmeno in campionato. Eppure le premesse erano state buone, con i ragazzi di Allegri in vantaggio grazie al gol di Douglas Costa. Ma a far male è stato un ex della Juve: quel Ciro Immobile ormai bomber della Lazio.

LE ANALISI STANNO A ZERO: LE SENSAZIONI DEI TIFOSI

A fare le analisi delle partite ci pensano gli addetti ai lavori: la difesa che fa acqua, il centrocampo che non costruisce, l’attacco che non segna. Ma il tifoso juventino come si sente?

Un vecchio tormentone recita “da che punto guardi il mondo tutto dipende”. E allora vale la pena percepire le sensazioni di chi soffre a vedere la propria squadra così.

Ci sono quelli tranquilli, convinti che si tratti di semplici blackout. Ma i blackout cominciano a diventare diversi, e allora ecco i paranoici: “Quest’anno vince il Napoli”. La squadra di Sarri sta effettivamente esprimendo il miglior calcio d’Italia. E non solo, si potrebbe dire. La Juventus, quasi come un tormentone, sembra essere rimasta a Cardiff.

Si è rinforzata? Si è indebolita? Tanti sono gli interrogativi di chi palpita per i colori bianconeri. La verità è che bisogna vedere le cose in maniera oggettiva: la Juve, in undici gare stagionali, ne ha perse tre (Lazio, Barcellona e ancora Lazio), pareggiata una (Atalanta) e vinte sette. Nemmeno troppo male, ma…

Ma si è fatta scappare un’altra Supercoppa (dopo quella già persa con il Milan), ha iniziato male il cammino in Champions e, ultimo in ordine di tempo, ha interrotto l’imbattibilità allo Stadium. Segnali di un meccanismo che comincia a cigolare. Le cessioni di pezzi da novanta come Bonucci e Dani Alves si fanno sentire se non vengono degnamente sostituiti. A centrocampo c’è confusione: bene l’exploit di Bentancur, ma Khedira sembra irriconoscibile, Matuidi proprio non ha le caratteristiche di un costruttore di gioco, Pjanić e Marchisio continuano a stare in panchina. In attacco, quando non funziona Dybala, le gioie sono poche: Higuain è ancora imballato e Bernardeschi deve trovare continuità nel minutaggio.

Inevitabile poi tornare al campo, i tifosi però restano col dubbio di capire “che sarà di questa squadra chi lo sa”. Come un tormentone che, soltanto alla fine del giro di giostra, darà i suoi verdetti. E allora non resta che stare a guardare, ognuno dal proprio punto di vista.