Calcio (italico) e paradossi giornalistici

Come sempre la pausa per la nazionale ci dà un attimo di tempo per allargare il pensiero e vagare su temi un po’ più ampi che non quelli strettamente legati a campionato e Champions League. Detto che l’Italia è ancora in corsa per il Mondiale 2018 e dovrà disputare gli spareggi a metà novembre, vediamo cosa sta succedendo non sui campi, ma sui giornali stampati e online in questi giorni.

CHIELLINI E’ SCARSO

Una delle contraddizioni più incredibili del giornalismo pallonaro all’interno dei nostri confini è da sempre quella di ritenere Giorgio Chiellini un giocatore quantomeno non forte. Nel trio dell’ormai sciolta BBC è sempre stato considerato il meno dotato dei tre, e i complimenti se così li vogliamo chiamare che gli vengono di solito fatti sono di essere grezzo, ruvido, nella migliore delle ipotesi roccioso. Se non altro difficile da superare, questo sì gli viene riconosciuto. Poi succede che nella stessa settimana un tabloid inglese faccia una classifica dei migliori centrali in Europa e guarda un po’ chi si trova in cima a questa graduatoria? Eh sì, proprio lui, il Gorilla bianconero. Passano pochi giorni e viene intervistato Cavani, riconosciuto a tutte le latitudini come uno dei migliori attaccanti in circolazione. Alla domanda del giornalista su quale sia il difensore più forte che abbia mai affrontato sapete cosa ha risposto il Matador? Esatto, bravi: Giorgio Chiellini. E allora forse si dovrebbe guardare oltre la faccia cattiva e l’aspetto truce, alle capacità di un ragazzo che ha sempre fatto della grinta l’arma per sopperire a qualche oggettiva lacuna tecnica, ma che a un difensore si può anche perdonare. Perché sì, un difensore deve saper prima di tutto difendere. E in ogni caso abbiamo sottolineato giusto nella puntata di TopCom di venerdì scorso a Top Planet che con la partenza di Bonucci, Chiellini si è preso più responsabilità anche in ripartenza, impostando spesso l’azione anche con lanci particolarmente precisi, una dote che forse nessuno conosceva e che negli ultimi anni non ha mai messo in mostra perché forse, semplicemente, non ce n’era bisogno. E in nazionale, al di là di aver segnato il gol contro la Macedonia che di nuovo non spetterebbe a lui, ha disputato due incontri con interventi spesso decisivi anche a tappare falle aperte dagli stessi compagni.

LA RIVALE DEL NAPOLI

L’altra grande assurdità del giornalismo sportivo versione Campionato di Serie A 2017-18 è quella di affermare con decisione che la Juve sarà la vera avversaria del Napoli. Non ce ne vogliano i partenopei, ma la visione è quantomeno distorta. Che il Napoli giochi benissimo è verità assoluta, e magari, e sottolineiamo magari, è anche più attrezzato o più determinato a vincere quest’anno, lo scopriremo strada facendo. Ma da che mondo è mondo, il campione è campione e lo sfidante è il rivale. La Juve arriva da sei scudetti e tre coppe Italia consecutive, come può essere considerata la sfidante? Certo, la si può vedere in tanti modi. La Juve che vince da così tanti anni consecutivi dà fastidio a molti, e lo si vede sempre più spesso anche sui social network dove non si lesinano attacchi frontali persino dai cosiddetti addetti ai lavori. Un minimo di onestà intellettuale prevederebbe però che almeno i ruoli venissero rispettati, e nel fare i tanti elogi e complimenti a Sarri e alla sua squadra si dovrebbero vedere loro come gli avversari della Signora e non il viceversa.

Nonostante il ruolo “scomodo” di sfidante, la squadra di Allegri sta dimostrando di non voler assolutamente cedere il passo. È vero, al momento è seconda proprio dietro al Napoli, ma è anche vero che rispetto all’anno scorso Dybala e compagni hanno fatto un punto in più e non hanno ancora mai perso (6 vittorie e un pareggio). Stanno anche tornando molti giocatori dai vari infortuni, la forma sta arrivando, e con un Chiellini così possiamo stare decisamente sereni. Che continuino a considerarlo scarso, a noi, in definitiva, piace così.

Dario Ghiringhelli (@Dario_Ghiro)