Che se cado una volta, una volta cadrò. E da terra, da lì m’alzerò

Duecentosettanta minuti possono talvolta rasentare la soglia dell’eternità. Niente tuttavia è infinito: tutto ha un inizio, uno svolgimento ed una fine, ma certe attese possono diventare strazianti, insopportabili, ossessive. Guardi il Daniel Wellington, cerchi di catturare il momento giusto, sai che arriverà presto. Perché se ti chiami Gonzalo Higuain e non segni da tre partite consecutive di Serie A il campanello d’allarme non può non suonare, ma sai che quel suono incessante svanirà presto.

Da preda a predatore in una frazione di secondo, il tempo di veder gonfiarsi la rete. Ma forse quell’allarme non è mai suonato ed il Pipita sapeva già tutto, rideva perché considerato da tutti già morto. “Qua non ti ascoltan quando hai sete, ti stanno addosso quando bevi”: è proprio vero. È bastato appena un gol – quello segnato in Champions all’Olympiacos – a far rientrare Higuain nei piani di Sampaoli dopo l’infortunio di Aguero. Secondo l’opinione comune, alla luce del secondo gol in quattro giorni, il Pipita è tornato: pochi sanno invece che non è mai andato via.

CADERE E RIALZARSI, L’ESSENZA DI UNO SPORTIVO

Oggi Higuain diventa metafora di vita. Insegna che le difficoltà esistono ma basta poco per spazzarle via. Che poi sia un cenno, un saluto, un sorriso o un gol segnato poco importa. Basta semplicemente imboccare la strada giusta al bivio, che non è necessariamente quella più facile. La strada battuta, tortuosa, può rivelarsi quella giusta: è una panchina – o anche due – che ti ridà la giusta cattiveria, la consapevolezza di essere in discussione.

Nella giornata del ritorno al gol in campionato di Higuain la Juventus cade per la prima volta. Chissà se ci sarà anche una seconda o addirittura una terza. L’importante sarà rialzarsi da quel medesimo punto, ricominciare a testa bassa per conseguire quei grandi obiettivi che ci si è posti. “Che se cado una volta, una volta cadrò. E da terra, da lì mi alzerò”: lo dicono i Negrita ed hanno ragione. Stavolta è stato il turno di Higuain, la prossima volta magari della Signora.