Higuain verso la seconda panchina: è quello che si merita?

Higuain verso la seconda panchina: è quello che si merita?


Gonzalo Higuain è diventato ormai un caso, negarlo sarebbe a dir poco inutile. E se si parla tanto di lui in questi giorni, è solo perché da lui ci si aspetta molto di più, e tutti sono consapevoli che il Pipita è ben altro, rispetto a questa brutta copia. E proprio perché i tifosi sanno di poter pretendere di più, sono loro i primi ad assalirlo di critiche (sperando che siano per lui costruttive); e sempre loro intonano canti e cori per cercare di spronarlo a dare di più, per la Juve e per sé. Alla Curva va riconosciuto anche questo.

Chi è Gonzalo Higuain?

Higuain è quell’attaccante puro che agisce davanti a tutti e che quando riceve palla nove volte su dieci la butta dentro. Higuain è quel bomber che non pensa solo a se stesso, sa sacrificarsi per la squadra, sa portare via uno o due uomini in marcatura, sa come si soffre e come si lotta quando è il momento di soffrire e lottare. Higuain è quel giocatore che rientra sempre tra i convocati nella propria nazionale, e a cui non gli viene mai preferito nessuno per il posto da titolare. Higuain non è il giocatore visto in campo nelle ultime partite (soprattutto con Sassuolo e Fiorentina). Higuain non è il giocatore che in una partita sentita e prestigiosa come il derby può permettersi di andare in panchina e di ritagliarsi qualche minuto solo alla fine.

Scelta tecnica o meno, aumentano i malumori

Il Pipita non è certamente contento di questo periodo negativo. Allegri predica calma e pazienza, in attesa del ritorno a migliori condizioni psico-fisiche del numero 9 bianconero. I suoi malumori (uniti ai presunti mal di pancia del caso) sono più che altro legati alle sue ultime prestazioni. Si dice che Higuain non sia più contento di stare alla Juve. Ebbene, noi invece diciamo che non ne può più di trovarsi in questo stato, in cui è possibile ravvisare molti fattori negativi, anche la sfortuna. La sua esclusione comunque è imputabile esclusivamente a lui. Che accada tutto questo a un giocatore professionista fa molto discutere. Se poi ti chiami Higuain, arrivi da Napoli e sei stato pagato poco più di un anno fa 90 milioni, non ti puoi aspettare niente di meno.

Fiducia, fiducia, e ancora fiducia!

Dire che la panchina possa far bene ad un giocatore non è utopia, e ormai i casi nel passato sono innumerevoli. Per Gonzalo la situazione è diversa rispetto ad altri esempi. Non ha mai alzato la voce col mister, non si è mai opposto ad alcuna sua decisione, e a quanto è risaputo non si è mai scontrato con i compagni di squadra. Allegri dice che ha bisogno di riposare. Forse è più importante dire che ha solo bisogno di fiducia. Perché escludere un giocatore dai titolari non sempre significa “spodestarlo” dal suo trono intoccabile. È anzi sinonimo di comprensione verso un momento negativo, con l’augurio che termini al più presto e che si smetta di parlare di Higuain senza aggiungere la parola “gol” di fianco. Se stasera partirà dalla panchina, come sembra, allora saremo tutti pronti nel secondo tempo ad acclamarlo in campo e ad esultare per un suo gol. Torneremo a chiamarlo presto Golzalo!