La legge dell'ultimo respiro

La legge dell’ultimo respiro


È stata una piacevole consuetudine degli ultimi anni, in casa Juve. Vincere il derby all’ultimo respiro è una goduria particolare e i bianconeri hanno abituato troppo bene i loro tifosi in queste stagioni: prima Trezeguet, poi Pirlo, poi Cuadrado e, l’anno scorso, il pari a tempo scaduto di Higuain. Ma andiamo a ripercorrere, brevemente, queste 4 sfide molto particolari.

QUANDO GIOCA SEGNA SEMPRE TREZEGUET

Derby tirato, bloccato, senza grossi spunti. Juve al ritorno in A, Toro che la aspettava per rivivere l’emozionante stracittadina. Buffon risponde a Ventola e Recoba, Palladino giochicchia ma non conclude. E alla fine, un colpo di testa arretrato di un difensore granata spiana la strada al cobra del gol: David Trezeguet, di destro, batte Sereni e fa 0-1 allo scadere.

CHE MUSICA, MAESTRO!

Vidal apre su calcio di rigore (battuto due volte), poi Bruno Peres segna il gol della vita. Lichtsteiner viene espulso, Quagliarella e Gazzi sfiorano addirittura il vantaggio. A due secondi dalla fine del derby, però, Benassi commette un peccato di gioventù: perde una palla sanguinosa sulla trequarti, Bonucci gliela porta via servendola a Morata, poi è Pirlo a fare il resto. Destro di prima intenzione che va ad insaccarsi all’angolino: il derby, anche stavolta, è tutto bianconero. E Allegri corre via – più eccitato che nervoso – negli spogliatoi.

SCHERZETTO… AL CUADRADO

Una Juve in rodaggio, un Toro coraggioso ma non abbastanza. Pogba realizza un gol da urlo, Dybala sfiora il raddoppio di sinistro ma, ad inizio ripresa, Bovo batte Buffon con una gran botta di sinistro. Lo stesso Buffon si rende protagonista, poco dopo, su un colpo di testa a botta sicura di Kamil Glik. Esce Dybala ed entra Alex Sandro, lo Stadium mormora ma di Allegri bisogna fidarsi. E infatti, è proprio il brasiliano a servire il pallone del successo a Cuadrado, che in scivolata batte Padelli. Finisce 2-1, la Juve regala un Halloween da incubo ai cugini.

IL PIPITA ENTRA E SEGNA

Lo scudetto è ormai questione di pochi punti, ma guai ad abbassare la guardia. Il primo tempo scorre via senza troppi sussulti, con Benatia che colpisce la traversa e Mandzukic che sfiora il gol in scivolata. Ad inizio ripresa, però, è Ljajic a sbloccare la situazione: grande punizione sotto l’incrocio e corsa verso il settore ospiti. Acquah viene espulso per doppia ammonizione, Allegri ricorre ad Higuain, tenuto inizialmente a riposo. Dopo troppi tentativi imprecisi verso la porta di Hart, ecco il colpo del campione: destro rasoterra, dopo essersi girato, del Pipita e pareggio agguantato al 90′.

…E POI C’È MARESCA

5° uomo a sorpresa, viste le premesse. Ma le corna di Enzo Maresca, dopo il 2-2 dell’ultimo minuto, sono rimaste nella storia bianconera. A volte, basta davvero un gesto per non esser mai dimenticati dal tuo popolo.