Sturaro is the new Padoin

Sturaro is the new Padoin


C’era un calciatore fino alla scorsa stagione capace di ricoprire tutti i ruoli in campo. Il suo nome a molti è sconosciuto perché non ha mai brillato più di tanto, non ha giocato in squadre super blasonate e conta solo 12 presenze in coppe europee. Si chiama Kevin Nolan, era un centrocampista centrale capace di giocare sia da attaccante che da difensore. Non benissimo sulle fasce perché non molto veloce, ma all’occorrenza stava pure lì. Chi lo ha avuto in squadra (Bolton, Newcastle e West Ham) lo ricorda come un giocatore che dava tutto sé stesso per portare a casa la partita, anche quando la situazione si faceva difficile. Come quel 2009/10, in cui i Magpies scendevano in campo con lui prima punta al fianco del talento Andy Carroll (promessa svanita negli anni di Liverpool) e il buon Alan Smith “costretto” a giocare a centrocampo. Risultato? 18 reti stagionali.

MARIO OVUNQUE

Di giocatori polivalenti come lui non ce ne sono molti, ma quando arrivano spesso i loro tifosi li apprezzano per la loro dedizione. Nella Juventus questo ruolo appartiene più che mai a Mandžukić: quando mai si è visto un attaccante che si riscopre terzino a 30 anni suonati? Un destino che può capitare solo alle punte abituate a calciare più in curva che in porta, ma certamente non è il caso di Mario: lui continua ad essere una buona punta e a sacrificarsi per tutti i 90 minuti.

IL TALISMANO

Prima di lui c’era un giocatore nella rosa bianconera che si faceva notare non tanto per la sua qualità, o per chissà quali doti tecniche, ma semplicemente perché quando chiamato in causa, rispondeva sempre presente, senza fiatare. Simone Padoin, una vita sulla fascia sinistra; dal suo arrivo a Torino la vita gli ha riservato pure la fascia destra, oltre al centro del campo. Nessun litigio, nessuna puntualizzazione, nessun problema: il Pado entra e fa ciò che gli viene detto. Un panchinaro pronto a tutto: sono cose che non si dimenticano. Lo dimostra il coro tributatogli alla prima di campionato: lui non aveva disputato una buona partita con il suo Cagliari, ma lo Stadium lo ha acclamato al momento della sua uscita con il coro “che ci frega di Leo Messi noi c’abbiamo Padoin”. Quanti possono vantare un coro così?

IL SOLDATO STURARO

Sturaro sta studiando da Padoin: nasce come puro incontrista, si ritrova ovunque in campo. Destra, sinistra, davanti, dietro. Oggi lo si è visto terzino destro: già lo scorso anno Allegri aveva “paventato” quest’ipotesi, senza però mai proporla. Il debutto è andato così così: non certo una partita esaltante, qualche errore e qualche rimedio rude dei suoi, ma alla fine si porta a casa la pagnotta. Come il Pado, il buon Stefano si adatta alla situazione, non fiata ed esegue ciò che gli viene chiesto. Non siamo in presenza di un fenomeno, ma il suo impegno non si discute. Odiato e amato dalla folla, Sturaro con la sua polivalenza può essere schierato in partite decisive e spostare gli equilibri: i suoi fans penseranno in meglio, i suoi detrattori in peggio. Solo un’eredità non può essere toccata: di talismano ce n’è uno solo.