Dybala non è Messi. E finalmente possiamo smetterla...

Dybala non è Messi. E finalmente possiamo smetterla…


È come se, in una casa in costruzione, qualcuno decidesse di montarci su una piscina e pure di utilizzarla. Si stanno affrettando i tempi. I tempi, sì: che sono fondamentali affinché determinate dinamiche calcistiche riescano ad essere assimilate. Perché per quanto talento possa condensarsi in un solo uomo, il pallone sa colpirti più forte. Come la vita. E come nella vita, solo l’esperienza ti salva. Rendendoti inattaccabile, immortale alle sue ferite.

CHI 10 E CHI 0

Con Messi non c’è stata sfida. Alt, chiariamo: non c’era neanche prima che iniziasse Barcellona-Juve, né c’è mai stata. Chissà, in futuro: ma quello è una chimera, non dà certezze e forse è anche giusto così. Sarebbe una condanna sapere quello che il domani ti priverà, quello che ti donerà, quello che vorrà in cambio di un po’ di serenità. E allora tocca viverti il presente, ma il presente dice e spiega, commenta e chiarisce: tra i blaugrana e i bianconeri c’è una differenza. Che va ben oltre i numeri dieci, ma che tocca ugualmente questi ultimi. Chi 10 e chi 0, appunto: nella notte del Camp Nou è facile immaginare di chi si stia parlando.

STOP AI PARAGONI

Dybala come Messi non è una bestemmia: non lo è se si vanno ad analizzare le caratteristiche tecniche, la posizione in campo, i colpi e le giocate. Resta però un’ipotesi, uno scenario, una bozza d’idea mentre tutto intorno si fa certezza. Appunto, la certezza è che la Pulce resta due, tre, quattro spanne sopra il talento di Laguna Larga. In potenza, pure avvicinabile a quel tipo di classe; in pratica con chilometri di crescita da smaltire.

Stop ai paragoni, dunque. Che son belli, son divertenti. E soprattutto: sono facili. Rendono il calcio nuovamente un gioco e non quel trattato filosofico che vogliono propinarvi. Ma Dybala-Messi non esiste. O meglio: esiste sotto determinate sfumature, che nessuno ha realmente colto.

L’augurio più grande per Paulo non è quello di raccogliere le orme di Leo: nella storia, probabilmente nessuno riuscirà a stare dietro ai suoi numeri e alla sua costanza. No, l’augurio più grande è quello di lasciargli tracciare la strada di Dybala, la sua e di nessun altro. Ha le potenzialità e il carisma adatto. Però una cortesia: lasciate gli dei sull’Olimpo. Paulo ha appena imparato a scalare.