Cambiano gli uomini ma non il risultato, la difesa resta impenetrabile

Cambiano gli uomini ma non il risultato, la difesa resta impenetrabile


“L’attacco fa vendere i biglietti ma la difesa fa vincere i campionati”. Questa è senza dubbio una delle frasi più utilizzate, e forse abusate, della storia degli sport di squadra. Bisogna ammettere però che molto spesso corrisponde a verità. Nel nostro campionato poi è la storia a confermare questa tesi. Le statistiche e gli almanacchi parlano chiaro, anche perché è semplicemente una questione di logica: se non subisci gol non puoi perdere le partite. E’ un ragionamento che capirebbe anche un bambino di 5 anni (l’eccezione rimane un signore attualmente seduto sulla panchina del Pescara che ovviamente è un grande maestro ma forse ogni tanto dovrebbe rivedere le sue convinzioni tattiche, ndr). E la regola vale per tutti; anche una squadra che segna 10 gol nelle prime 3 partite di campionato, schierando fenomeni come Dybala, Higuain & company, senza una difesa, o meglio una fase difensiva solida e collaudata non andrebbe tanto lontano.

Gli interpreti non contano

Si è tanto parlato dell’assenza di Buffon, Barzagli e Chiellini nella partita di ieri, che è stata la prima dopo più di 6 anni senza alcun membro della BBBC. Forse una semplice casualità, ma in qualche modo anche un segnale che i tempi stanno cambiando. I tre fenomeni della difesa non sono eterni e i tifosi bianconeri dovranno abituarsi a vederli in campo sempre con meno continuità. Questo non vuol dire però che, i già citati tifosi non possano ugualmente dormire sonni tranquilli. Il campo dell’Allianz Stadium infatti ha dato risposte abbastanza rassicuranti. Szczesny, Benatia e Rugani si sono comportati in maniera più che sufficiente, e in generale la squadra ha dato l’idea di soffrire relativamente poco in fase difensiva. Questo perché la differenza non la fanno gli uomini, ma il sistema e la mentalità. Allegri ha certamente ragione a lamentarsi dei tanti tiri subiti (15) ma andando ad analizzare le statistiche si nota che i tiri nello specchio, e quindi quelli realmente pericolosi, sono stati soltanto 2.

I numeri non sono affatto male

Certo, con tutto il rispetto, il Chievo non è il Barcellona, ma era importante dare continuità alle prestazioni delle prime due giornate. A Genova infatti le due reti subite (le uniche in campionato per ora) erano state un autogol ed un rigore, mentre i tiri nello specchio della squadra di Juric erano stati soltanto tre, uno in più di ieri sera. Nella prima partita contro il Cagliari invece i sardi avevano tirato verso la porta di Buffon una sola volta, senza contare il rigore parato dal capitano bianconero. Insomma da un mese a questa parte diciamo che la Juventus ha operato sul mercato per aumentare il suo peso offensivo, e i dieci gol in due partite (12 in 4 se si conta la Supercoppa) sono una conferma. Le prime uscite stagionali però ci hanno comunicato che i bianconeri non hanno perso il loro smalto difensivo e, seppur in attesa di avversari più pericolosi, questa è una gran bella notizia.