Chiellini, un incubo iniziato nel 2012: saltate tante partite importanti

Chiellini, un incubo iniziato nel 2012: saltate tante partite importanti


Leggendo dell’ennesimo infortunio al polpaccio capitato a Giorgio Chiellini, sono caduto in una facile e scontata ironia: “Nulla è più sicuro dell’infortunio al polpaccio di Chiellini“, mi è venuto da dire spontaneamente. Per sottolineare – nella maniera meno elegante possibile – che il difensore toscano della Juventus, negli ultimi anni, ha subito tanti, troppi infortuni allo stesso muscolo, al punto da considerare il tutto come una spiacevolissima convenzione. E tutti questi infortuni gli hanno impedito di prender parte a moltissimi degli impegni fondamentali della Juventus e della Nazionale, soprattutto dal 2012 in poi.

3 MOMENTI CLOU

In particolare, sono 3 i momenti storici in cui Chiellini avrebbe dovuto e voluto esser presente, ma la precaria condizione fisica lo ha frenato. Ci riferiamo alla finale di Euro 2012 contro la Spagna, alla finale di Berlino contro il Barcellona e al doppio impegno – contro Napoli e Bayern – dell’inverno 2016.

  1. Contro la Spagna, Chiello uscì dopo venti minuti per una lesione al polpaccio sinistro: da lì in poi, l’imbarcata azzurra non fu più evitabile;
  2. Pochi giorni prima della finale contro il Barcellona, Giorgione si fa male in allenamento, ancora una volta al polpaccio sinistro: con Bonucci gioca Barzagli, ma la Juventus cade sotto i colpi blaugrana;
  3. Dopo la sfida al Frosinone, Chiellini si procura un infortunio al soleo della gamba destra: salta la gara-scudetto contro il Napoli e l’andata degli ottavi di Champions contro il Bayern. In queste due occasioni, però, la Juventus si fa ugualmente valere: 1-0 contro il Napoli (Zaza) e 2-2 contro i tedeschi.

Adesso, nuovamente il maledetto polpaccio potrebbe (o meglio, dovrebbe) impedire al numero 3 bianconero di scendere in campo contro il Barcellona, per la prima partita della fase a gironi della Champions League 2017-2018.

Per una spiacevole convenzione di un campione troppo spesso messo all’angolo da una non irresistibile condizione fisica.