De Sciglio, 5 motivi per dire sì

De Sciglio, 5 motivi per dire sì


Dopo un paio di anni di abboccamenti, questa sessione di mercato ha visto finalmente l’approdo di Mattia De Sciglio in maglia bianconera. Il giovane ragazzo ex Milan ha finito il suo ciclo con i rossoneri in maniera non ottima. Dopo un grandissimo inizio (esordio a soli 18 anni nel 2011), De Sciglio si è perso nella mediocrità del Milan di questi ultimi anni, e la sua partenza non è stata affatto rimpianta dai tifosi del Diavolo. Ora, però, che è sbarcato a Torino, il giovane italiano avrà sicuramente voglia di riscatto. Ecco 5 motivi del perché De Sciglio è stato un buon acquisto.

1 – L’ETA’

Mattia De Sciglio è nato il 20 ottobre 1992, ed è dunque in procinto di compiere 25 anni. Mattia sta arrivando, dunque, sempre di più all’età della maturazione calcistica (che secondo i tecnici arriva tra i 27 e i 28 anni). Ma nonostante la giovane età, De Sciglio può già vantare una buona esperienza in campo nazionale ed internazionale: dal 2011/2012 in pianta stabile nel Milan, De Sciglio ha già giocato un buon numero di partite di Champions League ed è stato per molti CT un punto fisso in Nazionale. Proprio negli ultimi Europei in Francia, sotto la gestione di Conte, De Sciglio ha mostrato un potenziale che non si vedeva dagli esordi con i rossoneri. Età giovane ma ottima esperienza: un ottimo mix per dimostrarsi da Juve.

2 – LA FIDUCIA DI MAX

Abbiamo detto che De Sciglio ha esordito nel 2011 a soli 18 anni. E a farlo esordire ci ha pensato una conoscenza molto vicina ora all’ambiente juventino: Max Allegri. Eh già, è stato proprio l’allenatore livornese il primo a dare fiducia a un giovane De Sciglio. E, almeno sotto la sua gestione, le cose sono andate per il meglio: Mattia è stato subito paragonato ai grandi difensori del Milan, ed è diventato un punto fisso nello scacchiere di Allegri. Un Allegri che, nonostante avesse in rosa a quei tempi giovani interessanti del calibro di El Shaarawy, Niang e Balotelli, in una conferenza dichiarò che: “I giovani devono crescere, non si nasce fenomeni. De Sciglio, invece, è già pronto”. Un attestato di stima, confermato nel post partita della finale di Coppa Italia del 2015/2016 tra Juventus e Milan, quando le telecamere scovarono Allegri abbracciare De Sciglio forse dicendogli che l’avrebbe portato a Torino. Si è dovuto aspettare un anno, ma ora il sogno di Max è diventato realtà. E, con la fiducia del mister, tutto può essere più facile per Mattia.

3 – LA VOGLIA DI RISCATTO

Forse ci si aspettava troppo da De Sciglio. Dopo 2/3 partite l’allora 18enne Mattia è stato subito equiparato a mostri sacri della storia milanista come Costacurta e, addirittura, Maldini. Un’esagerazione che probabilmente ha fatto più male che bene al giovane Mattia, che evidentemente non ha avuto il carattere di reggere queste pressioni. Non fraintendiamoci, il ragazzo è sempre stato titolare nelle varie formazioni del Milan, ma pian piano è andato spegnendosi. Si è limitato a svolgere il compitino, senza mai rischiare, e ciò ha influito negativamente nell’amore dei tifosi nei suoi confronti. Ecco perché cambiare aria potrebbe essere stata la scelta giusta, sopratutto per ritrovare quella voglia di riscatto che lo farebbe ritornare ai vecchi tempi.

4 – LA DUTTIITA’

De Sciglio arriva alla Juventus per sostituire un certo Dani Alves. Certo, un’impresa non semplice per il giovane ragazzo milanese che, nonostante abbia lo stesso ruolo del suo predecessore brasiliano, ha caratteristiche completamente diverse: più bravo difensivamente, molto meno adatto alla fase offensiva. Ma Allegri non chiederà a De Sciglio di essere il nuovo Dani Alves. Gli chiederà semplicemente di essere se stesso, con pregi e difetti. E il pregio più grande di Mattia è quello di essere un giocatore molto duttile. Destro naturale, infatti, De Sciglio ha praticamente sempre giocato sull’out di sinistra. Oltre a essere in concorrenza con Lichtsteiner, quindi, può essere anche un degno ripiego di Alex Sandro.

5 – LA VOGLIA DI VINCERE QUALCOSA

Non ci nascondiamo: vincere fa piacere a tutti. Ed ecco perché questa voglia di vincere può essere il quinto motivo del ‘perché sì’ di De Sciglio alla Juve. Mattia, infatti, non ha ancora vinto nulla, se non si esclude la Supercoppa dello scorso anno a Doha. Essere alla Juventus potrebbe essere per lui, dunque, l’occasione di respirare ogni giorno la voglia di vincere. Una voglia di vincere che potrebbe ridare a De Sciglio gli stimoli giusti per dire al mondo intero: sono tornato, state attenti.

Simone Calabrese