Bonucci: "Mi hanno chiamato infame e traditore, ma ho dato il massimo per la Juve"

Bonucci: “Mi hanno chiamato infame e traditore, ma ho dato il massimo per la Juve”


Settimana importantissima per la Nazionale italiana che si avvicina al match di sabato sera, al Santiago Bernabeu, contro la Spagna. Partita delicata ai fini della qualificazione ai Mondiali che si svolgeranno in Russia nel 2018, la prossima estate. Squadra, dunque, a lavoro agli ordini di mister Ventura e, proprio dal ritiro della Nazionale italiana a Coverciano, è tornato a parlare Leonardo Bonucci. Diversi gli argomenti toccati dal difensore del Milan. In primis il suo addio dopo sette stagioni alla Juventus. Ecco le sue parole.

BONUCCI SULL’ADDIO ALLA JUVE

“Ho deciso di lasciare la Juve per scelte che aveva fatto la società. Ci volevano le palle per fare la scelta che ho fatto. Mi hanno detto infame, traditore e mercenario, tre aggettivi pesanti per uno che ha sempre fatto il massimo con la Juve. C’è stato un momento che mi ha portato a fare valutazioni diverse dal club”.

“Al Milan non sono andato per i soldi. La gente non sa che l’ultimo anno alla Juve ho preso quasi gli stessi. Mi interessa essere ricordato come un vincente: conta la bacheca, le chiacchiere se le porta via il vento. La difesa della Juve? Anche ai miei ex compagni della Juve rode prendere gol, ma non ero io che facevo la differenza. Se non avessi avuto la fortuna di giocare con Buffon, Barzagli, Chiellini, Dybala, Higuain e tutti loro, avrei potuto fare ben poco”. 

 

Luca Piedepalumbo