Una volta era calcio d'agosto

Una volta era calcio d’agosto


Oggi è Ferragosto, festività nazionale che risale ai giorni dell’antica Roma imperiale, e il termine che oggi usiamo abitualmente deriva dal latino “Feriae Augusti”, ovvero il riposo dell’Imperatore Augusto, istitutore del periodo di riposo estivo dopo i pesanti lavori nei campi. È rimasta quasi tradizione che gli italiani facciano il grosso delle loro vacanze proprio a cavallo del 15 agosto ovvero, appunto il ferragosto; il calcio fino a qualche anno fa ad agosto viveva il suo periodo di risveglio, con le squadre nei ritiri in montagna a lavorare al fresco e amichevoli con formazioni per lo più dilettantistiche. E quando qualcosa andava male, il commento era più o meno sempre lo stesso:”ma sì, è calcio d’agosto”.

SI FA SUL SERIO

Fino a qualche anno fa, perché ormai agosto è mese di calcio vero, per tanti, anzi per tutti. Questo week end ricomincia il campionato (e saremo solo al 20 del mese, quindi con 2 turni nel mese delle vacanze), il Milan ha già giocato un preliminare di Europa League e sta per affrontare il secondo, il Napoli è alla vigilia del suo di preliminare di Champions e Juve e Lazio si son già contese la Supercoppa Italiana. Con tutti i problemi derivanti da questo anticipo di calcio vero, ovvero che non si può fare spallucce di fronte a certe sconfitte perché si fa già maledettamente sul serio. Domenica scorsa abbiamo giocato (male) e perso (meritatamente) la finale di SuperCoppa e sono scattati tanti campanelli d’allarme. La difesa senza Bonucci è davvero così indebolita? Possibile che il centrocampo sia così carente? Ma dal mercato non arriva nessuno?

SI’ E NO

Come spesso succede, c’è un po’ di vero in ogni affermazione, ma spesso si esagera. La partenza di Bonucci sicuramente ha inciso nei meccanismi oliati della difesa, ma i gol li abbiamo presi anche con lui in campo (la famigerata finale di Champions è l’esempio più recente) e le partite le abbiamo anche vinte senza di lui. Quindi sì, la Juve ha perso un signor difensore, ma non può essere tutto lì. Così come il centrocampo, allo stato attuale è lo stesso che l’anno scorso ci ha fatto fare l’ennesima doppietta Campionato – coppa Italia, con in realtà un Marchisio e un Bentancur in più. Quello che è mancato tanto, finora, è uno stato di forma decente. La squadra vista domenica è stata troppo brutta per essere vera. Troppi giocatori, per non dire tutti, hanno giocato sotto i propri standard, e più che un problema in difesa il problema sta nella fase difensiva nel suo insieme: se manca il filtro dei centrocampisti, la difesa da sola fa fatica. E con Khedira, Mandzukic e Pjanic molto indietro, non poteva che finire così. Mettiamoci anche Cuadrado, molto arruffone e troppo spesso proiettato (solo) in avanti. Allegri ha sbagliato formazione come dicono in tanti? Può essere. Ma è stato “tradito” da quelli che forse per riconoscenza ha voluto premiare. Una della cose che è saltata subito all’occhio infatti è che nella formazione titolare non c’era nessun nuovo acquisto. Noi la abbiamo interpretata, appunto, come un riconoscimento verso chi era arrivato fin lì.

Qualche cosa di buono si vista con l’ingresso di Douglas Costa e Bernardeschi decisamente più in palla dei predecessori, il che fa ben sperare visto che i due sono stati presi proprio per aumentare le opzioni offensive. La speranza è che arrivando la condizione tornino anche quei meccanismi automatici che hanno fatto le fortune della squadra negli ultimi anni. Questa speranza è peraltro supportata dalla crescita che negli ultimi anni la Juventus ha mostrato in itinere, con prestazioni macchinose in estate/autunno per poi oliarsi con l’arrivo di inverno e primavera. È chiaro che aver perso il primo trofeo stagionale brucia e non poco. E’ evidente che ci sia molto da lavorare per arrivare all’attacco del campionato al meglio. Ma siamo comunque ancora ad agosto e la Juve da sempre fa la preparazione per uscire alla distanza.

Buon Ferragosto a tutti i lettori di SpazioJ.

Dario Ghiringhelli (@Dario_Ghiro)