Sveglia, Max: il tempo di Rugani è arrivato

Sveglia, Max: il tempo di Rugani è arrivato


Il ticchettio dell’orologio. Il cuore che batte. E il futuro tutto davanti, che incede incerto. Stop: un segnale, un incidente. Non ti colpisce per un pelo, per la fortuna, per scelte altrui. Coraggio, è ora di farsi avanti. Sciacquare via dal volto la fuliggine, metafora perfetta del peccato e delle impurità, secondo qualcuno. Per Daniele Rugani il tempo è ora.

#THETIMEISNOW

In panchina per tutti i 90 minuti con la Lazio, unico difensore esente da colpe sul ‘golpe’ dei biancocelesti. La caduta di un’istituzione: forse Bonucci, forse una semplice serata ‘no’. Quelle in cui sai che ti manca qualcosa. Non sai cosa, però. Pensi, vai avanti e indietro. Raffronto tra passato e futuro. Risultato dell’analisi: Daniele Rugani. Manca uno come lui alla difesa della Juventus: presente assente. Dimesso, fin troppo, nei momenti che contano. Quando l’adrenalina sale, la posta in gioco è alta: vincere o perdere. Crescere, comunque andrà. Comandamenti della bibbia calcistica.

VOLA, DANI, LIBERO DA INCERTEZZE

Chissà cosa passa nella testa di Allegri. Chissà di cosa c’è bisogno per conquistare la fiducia in certe occasioni. Impegno? No, quello Rugani lo ha sempre mostrato. Cattiveria? Forse. Un attimo, un certo attaccante bosniaco ha lasciato un messaggio in segreteria: dice che a Rugani non manca nemmeno quella. Solida realtà, più che eterna promessa. L’esame è già stato superato a pieni voti.

L’accusa non regge, l’imputato può essere scagionato. Libero, dalla morsa dei dubbi e delle incertezze. Tutte nefandezze, allora. Impressioni errate che, a volte, coinvolgono anche chi si definisce imperturbabile. Ma abile, sì. Sveglio, pure: allora datti una mossa, Max. Il tempo di Daniele Rugani è giunto.