Bonucci elogia il Milan: "Non si vincono 7 Champions League per caso"

Bonucci elogia il Milan: “Non si vincono 7 Champions League per caso”


Probabilmente l’operazione più clamorosa degli ultimi anni del calciomercato italiano. Per modalità e tempistiche, forse anche più clamorosa di quella che portò lo scorso anno Higuain alla Juventus. Leonardo Bonucci al Milan è l’affare che fino a pochi giorni fa nessuno avrebbe mai immaginato.

In esclusiva ai microfoni di MilanTv, l’ex numero 19 della Juventus ha svelato alcuni retroscena legati al suo trasferimento in rossonero:

CHE ENTUSIASMO!

E’ stato veramente molto bello essere ricevuto a Milano con tutto questo entusiasmo da parte dei tifosi. Si sente che c’è voglia di invertire la rotta, una cosa che la storia di questo club merita”.

L’EVOLUZIONE TATTICA DI BONUCCI

Ho iniziato a giocare da difensore a 16 anni, poco tempo fa… . Prima facevo il centrocampista davanti alla difesa ed ho giocato anche da punta. Alla Viterbese fu il mio allenatore a dirmi che se volevo fare strada dovevo spostarmi in difesa. Accettai ma non ero convinto, però ha avuto ragione lui”.

IDOLO DEL PIERO

Da ragazzino era Del Piero il mio idolo, ero attratto dal far goal o assist. Ho avuto la fortuna di giocarci insieme. Tra i difensori guardavo tanto Nesta, è stato un maestro nel difendere e nel giocare la palla. Era preciso, elegante, un punto di riferimento per me. Gli idoli del Milan? Ce ne sono tanti, Maldini, Baresi, Kakà, Schevchenko. E’ stato emozionante entrare nel museo rossonero, vedere i campioni che hanno vestito la maglia di questa squadra e che hanno scritto la storia di questa società”.

L’AVVERSARIO PIÙ FORTE

Il più forte? Cristiano Ronaldo. Ha tutte le qualità di un campione. Il più forte con il quale ho giocato? Pirlo. Gli davi la palla ed era in banca, era un campione umile dal quale ho imparato moltissimo”.

LA CHAMPIONS E IL MILAN

Quando parli di Milan parli di tradizione, di storia, di vittorie importanti. Non si vincono 7 Champions League per caso, vuol dire che c’era la mentalità giusta. Adesso tocca a noi riportare il Milan dove merita”.