Infront, finanziamenti a decine di club di A e B: coinvolti anche Milan e Inter

Infront, finanziamenti a decine di club di A e B: coinvolti anche Milan e Inter


Un nuovo scandalo potrebbe imbattersi sul calcio italiano. Al centro di esso si trova Infront, advisor della lega, coinvolto in un’inchiesta della Procura di Milano sulla spartizione dei diritti tv di Serie A e B per il trienno 2015-2018. Secondo quanto riporta Il Fatto Quotidiano, alcuni documenti dimostrerebbero come Infront fosse pronto a salvaguardare alcuni club in difficoltà economica.

CAOS INFRONT, MILAN ED INTER COINVOLTE

Secondo i pm, Infront fungeva da banca clandestina. La società ha infatti ricevuto fatture da 39 club di A e B, tra cui Milan ed Inter. In quell’anno infatti i rapporti commerciali delle società meneghine erano pesantemente negativi per l’advisor: per 33 milioni di euro per quanto riguarda i nerazzurri, ben 130 invece per i rossoneri.

A prova di ciò, risalta un’intercettazione di chiamata tra Claudio Lotito e Stefano Bogarelli, ex capo di Infront, datata 16 novembre 2015. Al Bari di Paparesta, all’epoca dei fatti, servivano 500 milioni per non ricevere sanzioni. Il patron laziale disse a Bogarelli: “Me stai a fa’ scoppià un casino. Non è possibile per 500 mila euro. Deve pagà, altrimenti pija la penalizzazione”. Di lì a poco un altro manager Infront chiama Paparesta: “Fai una fattura a Infront. 460 più IVA”.

Altro dato emblematico arriva dalla Banca D’Italia. Nel periodo compreso tra l’uno gennaio 2014 e il 21 dicembre 2015, Infront ha eseguito pagamenti” alle società di calcio “per 11 milioni e 400 mila euro. Tutto ciò non può essere altro che una mera contraddizione. Tale società, infatti, si occupa di acquisto e vendita, in Italia e all’estero, dei diritti televisivi. Nessun riferimento dunque all’attività di finanziamento.

Ultimo suggerimento arriva da David Biancifiori, travolto anch’egli in un’inchiesta riguardante gli appalti televisivi. “Mi proposero di raggiungere un volume di 9 milioni l’anno a patto che riconoscessi retrocessioni in contanti pari al 3%” e svela poi come furono trasferiti dei soldi “alla Fc Bari a titolo di finanziamento“.