La Terra di mezzo

La Terra di mezzo


Tranquilli, pur essendo assoluti appassionati ed estimatori di tutta la saga, non vi parleremo di Frodo e delle sue avventure per cercare l’Unico anello, né di Gandalf il Grigio, di Merry e Pipino, né di Legolas, Aragorn o Gollum. Niente di tutto questo. La terra di mezzo di cui vi parliamo è questa specie di limbo in cui ci troviamo in questo periodo: il campionato è finito da poche settimane ma sembra un’eternità. La finale di Champions è vecchia ormai 20 giorni, eppure le code polemiche di queste ore continuano a riaprire la ferita sportiva e non solo. Il mercato, il grande protagonista dell’Estate, è ancora invece alle sue fasi iniziali, dove le trattative sono da fredde a tiepide, nulla a che vedere con i grandi botti che solitamente vengono sparati a luglio e agosto. Anche i ritiri delle squadre sembrano lontani anni luce, prima di tre settimane non si radunerà nessuno; per non parlare delle prime amichevoli estive, boccata d’ossigeno per noi calciofili, che non arriveranno prima di un mese.

TRA EURO UNDER 21 E MERCATO

in tutto questo semi-immobilismo sono complici anche gli Europei Under 21, dove molti dei talenti nazionali e non sono impegnati, che congelano in un certo senso ancora per qualche settimana le trattative in merito ai giovani impegnati nella massima competizione internazionale di categoria. Ecco quindi che Patrick Schick, ormai promesso sposo della Signora, verrà ufficializzato al termine della manifestazione, o quantomeno dopo l’uscita della Repubblica Ceca, e la situazione di Bernardeschi, altro nome un pelo più tiepido di questi giorni, si sbloccherà nello stesso modo. Per non parlare di Donnarumma, il “Grande Traditore” come ormai viene considerato a Milano sponda rossonera, visto che le parole di Marotta non danno adito a errori di interpretazione (“la Juve ha il dovere di provarci” chiosava l’AD bianconero a margine del polverone seguente la dichiarazione di non rinnovo col Milan). Anche il mercato internazionale è ancora piuttosto fermo. Sembra che si stiano preparando le caselline del domino, quelle serie lunghissime di incastri per cui una volta fatta cadere la prima poi a cascata cadono tutte le altre e fanno andare tutto a posto. I nomi potenziali in entrata sono come sempre tantissimi, da Douglas Costa, a Keita a ‘Nzonzi, ma le trattative sono davvero ancora all’inizio. E poi ci saranno da valutare i giocatori seguiti sotto traccia, quei colpi a sorpresa che nessuno si aspetta e a cui Marotta ci ha in qualche modo abituato negli ultimi anni, dai parametri zero ad altissimo rendimento ai colpi a suon di clausole da decine di milioni. Rispetto all’estate scorsa la linea è più tracciata, perché Allegri sembra intenzionato a proseguire col 4-2-3-1 che ha portato squadra e tifosi a un passo dall’immortalità sportiva e non potremo trovarci nuovamente con la coperta corta dalla Primavera in poi. Dunque gli acquisti saranno mirati in questo senso. Più violente le voci in uscita dopo il rumore fragorosissimo delle dichiarazioni di Dani Alves, ormai praticamente partente, e gli strascichi polemici di questi giorni di quel che si dice sia successo nello spogliatoio. Ammesso e non concesso che tutto questo sia vero date le dichiarazioni di Bonucci delle ultimissime ore, qualche scoria sicuramente sarà rimasta a prescindere. La seconda finale persa in tre anni, la quinta di fila dal 1997 in poi, non sono di sicuro un toccasana per chi è abituato almeno in patria a vincere tutto o quasi negli ultimi 6 anni. La botta psicologica è stata forte, soprattutto ovviamente per chi era presente anche a Berlino due anni fa. Ma è proprio in queste situazioni che si deve fare quadrato, guardarsi in faccia, capirsi, scovare la voglia di lottare e ripartire. E chi non l’ha più la andrà a cercare da qualche altra parte. Il primo indiziato come si è detto è il brasiliano ex Barcellona, ma potrebbe non essere l’unico, oltre ovviamente a qualche uscita minore utile a fare un minimo di cassa e soprattutto a lasciare spazio ai nuovi innesti che si cercheranno più forti degli attuali giocatori.

Anche sui nomi nuovi si deve fare attenzione. Quelli più sbandierati sono spesso quelli prima abbandonati. Come per attirare gli avversari su obiettivi finti, farli credere vincitori, e poi sferrare il colpo vero. “Juve beffata” lo abbiamo già letto almeno tre volte in questo mercato ancora tiepido. Ma siamo davvero sicuri che sia così?

Dario Ghiringhelli (@Dario_Ghiro)

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