Tutta l'amarezza del Sindaco di Castel Volturno: "Il calcio l'oppio dei popoli. Pensiamo ai veri problemi, non alla fede calcistica"

Tutta l’amarezza del Sindaco di Castel Volturno: “Il calcio l’oppio dei popoli. Pensiamo ai veri problemi, non alla fede calcistica”


Tutti sono concentrati sulla sfida di Champions League di sabato tra Juventus e Real Madrid. Partita che consacrerà una delle due squadre regina d’Europa. Ma, in questo clima di festa, non sono passate inosservate le parole del Sindaco di Castel Volturno Dimitri Russo.

ATTACCO FRONTALE

Russo ha deciso di parlare. E le sue sono parole di rabbia in una zona d’Italia con tanti problemi, in cui sembra più importante una partita di calcio che la reale situazione del Paese. Russo ha dichiarato: “Ho avuto un rinvio a giudizio e nessuno che mi abbia detto: sindaco ma di che cosa ti accusano? Sei un delinquente? Hai fatto affari con la camorra? Hai truccato qualche appalto?Niente. Ho avuto le prime pagine dei giornali e nessuno, dico nessuno, che mi abbia chiesto un chiarimento, nemmeno in consiglio comunale dove si decidono le sorti di questo territorio e dei suoi cittadini. Oggi il pseudo coordinatore di FI, inutile ed inesistente, si ricorda, su temi futili, inutili e ridicoli, che esiste un sindaco. Tira in ballo, senza cognizione, l’effetto economico della presenza del calcio Napoli, quando nel silenzio di tutti lì a Pinetamare hanno chiuso inutilmente un porto che davvero creava indotto. Altro che calcio Napoli. Il calcio, ovvero 22 milionari che corrono dietro una palla, è ormai l’oppio dei popoli, dove ci sguazzano tutti, soprattutto gli imbecilli. L’aver pubblicato le foto di manifesti che legittimamente, civilmente e sportivamente dei tifosi juventini hanno affisso sui tabelloni pubblicitari per festeggiare la vittoria del campionato è diventata la notizia del giorno. Ancora una volta. L’anno scorso l’ipocrisia era per la scritta sul muro. Oggi i manifesti nei tabelloni. Sono orgogliosamente juventino e, come tutti, tifo liberamente chi voglio. E la mia onestà intellettuale la manifesto sempre e comunque, anche se risulto scomodo. Come la battaglia contro i neomelodici. In questo caso combatto e sogno affinché il calcio rimanga quello che è: un gioco! Un gioco dove i tifosi juventini, soprattutto bambini, possano un giorno liberamente vedere i loro beniamini al San Paolo. La teoria per cui un napoletano o un casertano debbano necessariamente tifare Napoli é stupida ed idiota, frutto del tessuto sociale, estremamente arretrato e di bassissimo livello, in cui viviamo. Aver bruciato e strappato quei manifesti, per nulla offensivi, dimostra che il tessuto sociale è malato. E non parlo solo della gente normale, ma di chi dovrebbe (giornalisti, conduttori TV, ecc.) indicare la strada. Il riscatto di Napoli e l’orgoglio campano vanno sbandierati sui veri tavoli politici e sociali, come è stato fatto ieri a Bruxelles al Parlamento Europeo proiettando il film su Pino Daniele e facendo esibire i ragazzi di Scampia e di Barra con la loro arte da strada che li ha tolti dalla malavita. Queste sono le vere battaglie, questa è la vera Napoli e, come dimostrano i fatti, io c’ero, ero lì, ero e sono in prima linea su questi temi, non certo sul calcio che, ripeto, è un gioco. Vivere per il calcio è da falliti!
Se questi alzassero il fondoschiena dal divano e dallo stadio per il bene della loro terra come lo fanno per il Napoli vivremo di certo in un mondo migliore”.

Un attacco frontale, quello di Russo, che deve far riflettere tutti. Il calcio è uno sport, non una ragione di vita…

Simone Calabrese