Rolando Mandragora, mi manda Scampia

Rolando Mandragora, mi manda Scampia


La gara col Genoa è ampiamente chiusa, dopo che Bonucci si è prodotto in un coast to coast degno di Magic Johnson. E mentre ci si sta chiedendo se è la Juve ad essere di un altro pianeta o i liguri una banda tremebonda e “scansante”, ecco che al minuto 85 Allegri effettua un cambio per preservare Marchisio, in previsione di un finale di stagione che lo vedrà protagonista obbligato e farlo rifiatare, dopo una prestazione più che valida in cabina di regia.

Normale amministrazione, se non fosse che a subentrare al Principino si palesa un giovane di grandi speranze e di enorme sfortuna, Rolando Mandragora da Scampia. Proprio Scampia, come per ribadire che alla Juventus si bada al sodo e non si fanno distinzioni territoriali (prenda appunti, dott. Mastrandrea).

Comparsata di circa 5 minuti, sia chiaro; ma sufficiente per vedere il ragazzone piazzarsi a ridosso del cerchio di centrocampo col piglio del veterano, cercato e servito dai compagni, fino a concludere di poco a lato un fendente che sibila alla destra della povera porta genoana. Con personalità, senza paura, un esordio positivo, ancorchè breve ed a partita blindata. Le pagelle dei giornali sportivi recitano “n.g.” o “s.v.” e non poteva essere diversamente. Eppure Mandragora merita un voto altissimo per tutto il calvario che ha dovuto sopportare, per tutti i giorni passati in riabilitazione.

Non bastava essersi fratturato il quinto metatarso del piede destro, occorreva ritornare sotto i ferri e prolungare ulteriormente i tempi di recupero. Intanto la Juventus aveva visto in lui la promessa di un futuro ad alto livello, come già dimostrato nell’under 21 e ribadito nella stage della Nazionale maggiore. E lo ha aspettato fiduciosa, come con un figlio giovane che necessita di sostegno.

Rolando esordisce dunque nella Juventus a neanche 20 anni, quasi un predestinato, quasi un acquisto fatto in casa. A breve distanza di giorni dalla firma del contratto di un’ altra new entry, quel Rodrigo Bentancur, pure lui classe ’97, più “vecchio” di Mandragora di ben 4 giorrni.

Il rinnovo della rosa juventina è già iniziato, senza rumori e strepiti. Per un Gagliardini che va all’Inter (salvo poi venire a Torino come spettatore di partite che chissà quando potrà giocare), con titoloni a nove colonne, sbandierato come obbiettivo soffiato alla Juve, Mandragora è già in pista. Assieme al citato Bentancur, a Caldara difensore goleador atalantino, a Spinazzola: per il domani della Signora. Rugani è nei ranghi, “falso viejo” rispetto alla nidiata che sta per arrivare.

Buon esordio dunque a Rolando. Alla Juve si suda ogni cosa, si conquista con i denti ogni successo. Poichè le sofferenze e le difficoltà non gli fanno difetto, allenate così troppo a lungo, dimostri di che pasta è fatto, cosicchè i posteri sulla sua vera gloria possano dare l’ardua sentenza. A Scampia attendono come il sole qualcuno che dia un filo di speranza e di sana notorietà, uno di loro, come Mandragora, numero 38.

Marco Edoardo Sanfelici

ULTIME NOTIZIE