Juventus-Genoa, l'andata: un pomeriggio troppo nero per essere vero

Juventus-Genoa, l’andata: un pomeriggio troppo nero per essere vero


La sintesi della gara di andata tra Juventus e Genoa (3-1 per i rossoblù, ndr) sta nel numero di falli commessi dalle due squadre: 26 contro 8 a favore dei padroni di casa (con Simeone, oltre ai due gol, sugli scudi). Simbolo di un’aggressività e, di conseguenza, di un’attenzione troppo superiori da parte del Grifone di Juric.

COSA NON È ANDATO

  • L’errore tecnico di Bonucci in occasione del primo gol di Simeone (con i giocatori del Genoa che tirano 3 volte in porta prima di segnare) è soltanto la prima – in ordine cronologico – delle cose da cancellare con tutto l’inchiostro contenuto nella penna blu.
  • Rincon, Laxalt e Lazovic corrono per tre, mentre la Juve resta, spesso e volentieri, a guardare. Anzi, ci rimette anche due suoi perni, visto che sia Bonucci che Dani Alves vanno incontro ad infortuni piuttosto gravi.
  • Il terzo gol ligure, poi, è più bianconero che rossoblù, visto che è Alex Sandro a battere Buffon, in uno dei rari “errori” della sua stagione.
  • L’esperimento con Cuadrado seconda punta alle spalle di Mandzukic funziona molto male; e non ci si può nemmeno appigliare ad un rigore non concesso al croato, perché i bianconeri – soprattutto nel primo tempo- son troppo brutti per essere veri.
  • Vero è che, nonostante una prestazione molto negativa, con un maggiore cinismo si sarebbe potuti uscire da Marassi anche con 1 punto: Khedira, Mandzukic e Sturaro, infatti, sprecano delle nitide occasioni per rientrare in partita.

Alla fine, però, il Genoa vince strameritatamente una partita in cui alla Juve è andato tutto storto. Domani sera, allo Stadium, non potrà andare di nuovo così.

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