Juve, al Camp Nou per completare l'impresa

Juve, al Camp Nou per completare l’impresa


È stata la sera di Dybala, è stata la sera di Allegri, è stata la sera di Dani Alves, è stata la sera della Juventus. Hanno trionfato i bianconeri impartendo una lezione di tattica e di calcio che rimarrà impressa nella mente di tutti i tifosi per molto, molto tempo.

La Joya, spronato dalla rivalità con Messi, ha deciso di giocare sul serio. Gli sono bastati ventidue minuti per elevarsi a marziano, per rimescolare le carte in tavola e diventare il giocatore più pericoloso dell’intero match. E non era certo un’impresa da niente.

BUONA LA PRIMA

Da qui alla semifinale ci sono ancora novanta lunghi minuti di gioco. Una squadra assetata di vittoria, un clima focoso e la bellezza di 90mila persone a rendere il tutto ancor più caotico e complicato. Basti pensare al povero PSG: arrivato a Barça con la qualificazione in tasca, ripartito con la coda tra le gambe e il morale sotto i tacchi…di Sergi Roberto.

Se si pensa di esser già passati si sta commettendo un grosso errore, i blaugrana sono storicamente una squadra da “remuntada”, una di quelle tutto cuore e senza freni, pronta a piazzare il colpaccio in ogni momento ed in ogni situazione, anche quando nessuno ci punterebbe un centesimo.

I NUMERI DEL CAMP NOU

I dati possono essere fuorvianti, ci possono trarre in inganno e portarci a deduzioni che si discostano completamente dalla realtà. Con Umtiti in campo la fase difensiva del Barça doveva migliorare esponenzialmente, il risultato sul tabellone è stato completamente in disaccordo.

Preso atto di questo, non si possono però scartare o sottovalutare. I Catalani in casa sono una vera e propria macchina da guerra, avendo vinto (in campionato) 11 partite su 15 ed essendo riusciti a segnare 46 gol, più di tre a partita. In Champions, se possibile, danno il loro meglio: quattro match, 21 reti fatte e solo una concessa. Un’arena da cui nessuna squadra è uscita integra.

GLI INGREDIENTI GIUSTI

La strada per la qualificazione è di colpo diventata illuminata, la squadra ha imboccato la retta via, ora non rimane che percorrerla. Come? Facile, usando la stessa accortezza e la stessa lucidità di ieri sera. Dybala dovrà fare il Dybala, Chiellini avrà nuovamente il compito di annullare Suarez, Cuadrado e Mandzukic saranno ancora una volta le carte fondamentali per vincere le battaglie sugli esterni.

Nulla di nuovo, nulla di impensabile. Serve sgomberare la mente da ogni pensiero, non farsi deconcentrare dal chiasso assordante che farà da cornice ad ogni singolo istante della partita, reggere il ritmo sovrumano degli uomini di Luis Enrique, lasciare pochi spazi e neanche un attimo per ragionare.

Un solo diktat da seguire: riprendere da dove si è lasciato, migliorare quanto già fatto di buono in questa prima parte ed essere, se possibile, ancor più cinici e spietati.

 

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