Un pezzettino di storia recente: la sfida del 2003 e la zampata del Panteron Zalayeta

Un pezzettino di storia recente: la sfida del 2003 e la zampata del Panteron Zalayeta


Manca poco, pochissimo, e poi sarà Juve-Barcellona. Poco più di 24 ore ormai, e allo Stadium sbarcherà una delle squadre più forti degli ultimi 10 anni del calcio Europeo e mondiale. Tutti abbiamo ancora negli occhi la finale di due anni fa all’Olympiastadion di Berlino, giocata a livelli altissimi dagli uomini di Allegri che sfiorarono il triplete tenendo testa ai blaugrana, ma i più giovani non ricorderanno la sfida di 14 anni fa che ci vide affrontare i catalani nella versione pre-Messi. Ed è proprio a quella partita che vogliamo riportarvi, unico precedente con doppia sfida di andata e ritorno in Champions League.

IL CONFRONTO E I PALLONI D’ORO

A proposito di Messi, in questi giorni abbiamo visto un interessante servizio di Sport Mediaset che metteva a confronto i palloni d’oro vinti dai giocatori delle due squadre, sottolineando come la Pulga sia al momento il fattore che mette il Barcellona davanti alla Juve in questa speciale classifica: 11 giocatori blaugrana vincitori del trofeo contro gli 8 bianconeri, ma se pensiamo che 5 sono proprio del folletto argentino, si capisce come mai negli ultimi 10 anni siano diventati la squadra da battere. Se poi ci aggiungiamo almeno moralmente quello di Cannavaro vinto nel 2007 dopo il passaggio al Real ma sull’anno precedente giocato per metà con la Juve (e la Nazionale campione del Mondo in Germania) ecco che il gap si riduce ulteriormente. Altra piccola curiosità: l’ultimo giocatore della Juve a vincere il pallone d’oro fu Pavel Nedved, attuale dirigente dei bianconeri che si aggiudicò il più importante trofeo personale proprio in quell’anno, il 2003, andando anche a segno nella sfida di ritorno al Camp Nou. Messi ancora non c’era, e nella classifica del trofeo di France Football all’epoca conducevamo per 8-6.

LA PARTITA DEL 2003

La Champions in quegli anni aveva una formula diversa dalla attuale e consolidata. Non uno ma ben due gironi da quattro squadre che davano accesso ai quarti e poi a semifinale e finale. Passato per miglior differenza reti il secondo girone, l’urna ci riservò il Barcellona. Oggi come allora siamo ai quarti di finale (anche se adesso abbiamo fatto un turno eliminatorio in più, come detto gli ottavi non c’erano) e anche la sequenza dei match casa-fuori casa è la stessa, con l’andata a Torino e il ritorno in Spagna. Era la Juve di Del Piero, Davids, Camoranesi e Nedved appunto, ma anche di Buffon che sarà l’unico giocatore che già disputò quel doppio incontro 14 anni fa contro Xavi, Saviola, Luis Enrique che adesso siede in panchina e l’ex tecnico dell’Inter Frank De Boer. Noi all’andata al Delle Alpi c’eravamo, e il gol di Montero sembrava aver aperto le porte del sogno, parzialmente sfumato col pareggio di Saviola: 1-1 in casa e qualificazione da giocarsi al Camp Nou, non proprio una passeggiata. A Barcellona si passa di nuovo per primi appunto con Nedved, ma Xavi riporta il risultato in pari e costringe le squadre ai supplementari, avendo replicato il risultato dell’andata. A rendere il tutto più complicato, l’espulsione di Davids che costringe gli uomini di Lippi a giocare in 10 buona parte dei supplementari e a puntare ai rigori. Poi l’azione che non ti aspetti, da due degli uomini meno attesi in assoluto, entrambi subentrati dalla panchina a partita in corso: Birindelli, allora terzino destro, pennella un cross in mezzo su cui si fionda Zalayeta, classico “attaccante di scorta”, che con una volée dal limite dell’area piccola trafigge Bonano e permette alla Juve di passare il turno. Batteremo poi il Real Madrid in semifinale per perdere la finalissima ai rigori con il Milan, ma la partita col Barcellona e poi quella col Real furono tra le più belle della Juve di Lippi.

Meno di 24 ore dunque per vedere chi saranno i protagonisti. Ci aspettiamo tutti Dybala e Higuain, ma se guardiamo alla sfida del 2003 potremmo trovarci a esultare grazie a Rincon e Sturaro. Ma siamo certi che nel caso accadesse, nessuno si lamenterebbe della cosa.

Dario Ghiringhelli (@Dario_Ghiro)

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