Rakitic: "Io e Mandzukic eravamo entrambi scontenti il giorno del sorteggio"

Rakitic: “Io e Mandzukic eravamo entrambi scontenti il giorno del sorteggio”


Ivan Rakitic sarà uno dei protagonisti del doppio quarto di Champions tra la Juventus e il suo Barcellona. Il centrocampista croato era stato accostato proprio alla Juventus, prima di aver rinnovato il mese scorso il suo contratto fino al 2021. Sul valore della Juventus, sulla doppia sfida di Champions e sul suo Barça, Rakitic ha si è espresso così, in un’intervista rilasciata ad Extra Time Gazzetta, cominciando proprio dalla squadra di Allegri.

“JUVE, PUNTO DI RIFERIMENTO….”

“Due anni fa era in finale di Champions, non è che non ha giocato il torneo negli ultimi 5 anni. Prima cosa. E poi per me la Juve, quando si parla di calcio italiano, è un punto di riferimento preciso, e posso estendere il concetto anche all’Europa. Ha una storia spettacolare e oggi è tra i 5-10 migliori club al mondo, è difficile da affrontare ed è abituata a vincere, ce l’ha nel dna. Sarà una sfida complicata per noi. In compenso posso dire che ho ottimi ricordi del loro stadio: lì 3 anni fa da capitano alzai l’Europa League col Siviglia dopo il successo sul Benfica”.

TUTTI SCONTENTI DEL SORTEGGIO

La sfida nella sfida con il connazionale Mandzukic: “Eravamo tutti scontenti. Li abbiamo affrontati due anni fa in finale e sappiamo quanto sono forti. E lo stesso mi ha detto Mandzu, non ci volevano. Però la Champions è così: nel 2015 nella fase ad eliminazione diretta abbiamo sfidato solo campioni in carica nei rispettivi Paesi: Juve, Bayern, Psg e City”.

DA ZERO TITOLI AL TRIPLETE

E se la Juventus dovesse passare il turno, si tratterebbe dell’ultimo quarto di Champions di Luis Enrique sulla panchina del Barcellona, il cui futuro è ancora incerto: “Dobbiamo cercare di chiudere la stagione al meglio poi il club deciderà la cosa migliore. Sono stati 2 anni e mezzo spettacolari, quasi perfetti: 8 titoli su 10 e sensazioni ottime. Io sono arrivato con Luis Enrique e in un anno siamo passati da zero titoli al triplete , non era per niente facile. Mi ha voluto qui, gli sarò sempre grato. Capisco la sua stanchezza, è uno che cura ogni dettaglio, ha il Barça sotto la pelle e la cosa consuma tanto. Noi abbiamo fiducia nello staff che c’è ora: se restano, perfetto. Se viene qualcun altro, lo stesso. L’importante è che la squadra continui nella sua linea”. 

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