Procura Figc: "Agnelli non ha impedito rapporti con ultras, anche tramite malavita"

Procura Figc: “Agnelli non ha impedito rapporti con ultras, anche tramite malavita”


La Figc, sul proprio sito ufficiale, ha pubblicato le motivazioni del deferimento di cui ha parlato oggi Andrea Agnelli. Oltre al presidente bianconero, sono stati deferiti la Juventus e altri tre soggetti: Francesco Calvo, Alessandro D’Angelo e Stefano Merulla.

La Juventus è stata deferita “a titolo di responsabilità diretta” per i fatti contestati ad Agnelli e “a titolo di responsabilità oggettiva”, invece, per quanto contestato a Calvo, D’Angelo e Merulla.

Le motivazioni del deferimento di Agnelli

Nelle motivazioni si legge, in sostanza, che Andrea Agnelli è stato deferito per non aver impedito rapporti con gli ultras, anche tramite esponenti della malavita.

Inoltre, Agnelli viene citato anche per un episodio riguardante un derby contro il Torino del febbraio 2014. Il presidente della Juventus avrebbe incontrato personalmente “esponenti della malavita organizza e della tifoseria ultras”.

In questo presunto incontro avrebbe accettato di far entrare “materiale pirotecnico vietato” e “striscioni rappresentati contenuti non consentiti” per compiacere gli ultras.

Il testo della motivazione

Questo il paragrafo completo: “(Andrea Agnelli è stato deferito, ndr) per la violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità e dell’obbligo di osservanza delle norme e degli atti federali di cui all’art.1bis, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva e dell’art. 12, commi 1, 2, 3 e 9 stesso Codice, perché, nel periodo che va dalla stagione sportiva 2011-12 a quantomeno tutta la stagione sportiva 2015-16, con il dichiarato intento di mantenere l’ordine pubblico nei settori dello stadio occupati dai tifosi “ultras” al fine di evitare alla Società da lui presieduta pesanti e ricorrenti ammende e/o sanzioni di natura sportiva, non impediva a tesserati, dirigenti e dipendenti della JUVENTUS F.C. S.P.A. di intrattenere rapporti costanti e duraturi con i cosiddetti “gruppi ultras”, anche per il tramite e con il contributo fattivo di esponenti della malavita organizzata, autorizzando la fornitura agli stessi di dotazioni di biglietti e abbonamenti in numero superiore al consentito, anche a credito e senza previa presentazione dei documenti di identità dei presunti titolari, così violando disposizioni di norme di pubblica sicurezza sulla cessione dei tagliandi per assistere a manifestazioni sportive e favorendo, consapevolmente, il fenomeno del bagarinaggio, partecipando personalmente, inoltre, in alcune occasioni, a incontri con esponenti della malavita organizzata e della tifoseria “ultras” e assecondando, in occasione della gara JUVENTUS – TORINO del 23.02.2014, l’introduzione all’interno dell’impianto sportivo, ad opera dell’addetto alla sicurezza della Società D’ANGELO, di materiale pirotecnico vietato e di striscioni rappresentanti contenuti non consentiti al fine di compiacere e acquisire la benevolenza dei tifosi “ultras””.