In attesa della smentita e del computo dei danni

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Mentre lo scribacchino da quattro soldi dà inizio alle proprie elucubrazioni, non è ancora giunta notizia di una smentita categorica da parte della società Milan, circa le accuse di distruzione degli spogliatoi riservati agli ospiti allo Juventus Stadium. La cosa fa pensare e molto. Pare che qualche timida precisazione sia aleggiata e che tendesse a minimizzare l’accaduto. Della serie, distruzione è esagerato, suvvia.

Che si deve pensare? Che in un Paese che fa dell’ipocrisia il collante costituzionale, anche se della parola non v’è traccia nella Carta, basti derubricare per essere assolti? Che se i danni fossero contenuti, si dovrebbe avere un atteggiamento di maggiore comprensione? Poverini, in fondo perdere  all’ultimo secondo una partita che si sta pareggiando con le unghie e con i denti,  ci può stare.

A prescindere dal fatto che agli ultras non si perdona nulla e si va giù duro con d.a.s.p.o. e quant’altro, come si dovebbe agire nei confronti di giovinastri superpagati che si scatenano come la peggiore feccia esistente? Altra domanda spontanea: i milioni di ingaggio sottendono anche il dovere all’esempio nel  comportamento irreprensibile? O il valore è optional a seconda della società di appartenenza?

Non arriva la smentita, dunque è tutto vero e l’imbarazzo da parte del Milan è la prova provata. E’ un precedente di una gravità inaudita. Se ad una “bandiera” del calcio italiano come quella rossonera, viene permesso di dare lo spettacolo squallido inscenato dai propri tesserati nel dopo partita di venerdì sera, senza che ci sia un intervento duro e repressivo in modo e misura esemplari, tra una settimana a Bologna qualcuno sarà autorizzato a rompere per protesta i seggiolini degli spogliatoi; a Crotone tra 15 giorni altrettanto. Ad Udine, perchè no?

E poi, signore e signori, tiriamo giù la serranda ed andiamo tutti a casa. Tanto non esiste la Federazione, non esiste la Lega Calcio, non esiste niente di niente. Non corre memoria circa l’ultimo deferimento, l’ultima sospensione di qualche dirigente, niente di niente. Solo il Far West.

Tutta colpa dell’applicazione corretta del regolamento da parte di un eroe. Perchè Doveri è tale e magari la pagherà con un lungo allontanamento dai campi. Così come Massa, che nel volgere di un girone è passato dall’altare alla polvere. Staremo a vedere quale sarà il rapporto del signor Bazzoli da Merano, commissario di campo per Juve – Milan. Come fa lo scribacchino a sapere chi era il commissario di campo? Lo sa e questo sia sufficiente.

Certo che una volta si diceva che per fare carriera si doveva assecondare i potenti. Oggi si deve distinguere tra potente (la Juventus) e pre…potente (a voi l’affiancamento). Piegando il regolamento alla bisogna, un po’ come la legge, per la quale nutriamo forti dubbi che sia uguale per tutti.

Immagini tratte da  calciomercato.com