Montella getta il guanto di sfida: “Juve, ti faccio male ancora”. Ma intanto strizza l’occhio ai bianconeri

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Vincenzo Montella sa come far male alla Juventus. L’ultimo sgambetto è datato 23 dicembre 2016, quando il suo Milan riuscì a battere i bianconeri nella finale di Supercoppa Italiana a Doha, portando a casa un trofeo bello e, soprattutto, inatteso. Ora sfiderà la Juve in campionato, partita che potrebbe rivelarsi fondamentale per il finale di stagione di entrambe le squadre. Match che potrebbe essere anche uno degli ultimi, se non l’ultimo, della gestione Berlusconi.

PARTITA CHIAVE

L’allenatore napoletano ha deciso di caricare bene questa partita allo Juventus Stadium, stadio in cui il Milan ha sempre perso. Per farlo, Montella ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, parlando molto anche di Juve. In primis, Montella ha definito questo match una partita chiave. “Sarà una partita chiave -dichiara l’allenatore rossonero-: decideranno approccio, interpretazione e agonismo che, da parte nostra, dovranno essere sopra la media. Contro la Juve abbiamo vissuto i due momenti più belli della stagione: la vittoria di Doha e quella dell’andata. Stavolta il risultato servirà ancora di più per la classifica”.

BRAVO MAX

Montella ha anche parlato del nuovo modulo della Juventus, plasmato ad arte da Allegri, che riceve i complimenti del collega/avversario Montella, il quale cerca di inquadrare che partita sarà: “Con la squalifica di Cuadrado restano solo quattro stelle alla Juve? Quando hai giocatori offensivi che si sacrificano in difesa, per gli avversari è ancora più complicato. Loro hanno aumentato gli attaccanti e mantenuto lo stesso equilibrio. Allegri mi ha sorpreso per bravura e coraggio: se si considera che non gli restano molte alternative, a parte Pjaca, il nuovo sistema può sembrare una forzatura. Senza Cuadrado potrei aspettarmi una punta in meno e un doppio terzino da un lato”.

FUTURO BIANCONERO?

Come sempre, per un allenatore italiano arrivare alla Juve significherebbe un grande salto di qualità. E a questa opzione non è esente nemmeno Vincenzo Montella, il quale non chiude le porte a un eventuale futuro bianconero, consapevole delle grande occasione che rappresenterebbe per lui, svelando anche un retroscena di quando era giocatore. “Se in futuro allenerei la Juve -si chiede Montella-? Un professionista all’inizio della carriera non deve precludersi niente, quindi oggettivamente perché no? Magari allenare la Lazio sarebbe più complicato considerato che a Roma ho casa dall’altra parte della città… Quando avevo diciassette anni si parlò di un interessamento della Juve, ero un giovane promettente. Poi mi infortunai e finirono per non cercami mai concretamente”.

Semplice gioco oppure candidatura velata? Per ora, non si può dire nulla. L’unica cosa certa è che la panchina della Juve fa gola a tutti, quindi è normale che Montella non chiuda nessuna porta sul suo futuro.

Simone Calabrese