In campo senza mister, gli under 13 della Juve si autogestiscono: il progetto "La Giovane Italia"

In campo senza mister, gli under 13 della Juve si autogestiscono: il progetto “La Giovane Italia”


Sta succedendo qualcosa di speciale in questi giorni a Gallipoli, dov’è in corso il 14° Trofeo Caroli Hotels, che vede in campo gli Esordienti under 13 di alcune grandi squadre tra cui, ad esempio, Juve e Arsenal. Sta succedendo qualcosa di speciale perché Juventus, Roma, Sassuolo e alcune delle squadre locali hanno aderito al progetto portato avanti da “La Giovane Italia”: l’idea, lanciata dall’allenatore Ezio Glerean, è quella di lasciare ai ragazzi l’autogestione del gruppo. 

I ragazzi coinvolti in questo progetto, quindi, scendono in campo senza il loro allenatore, che invece guarda la partita dalla tribuna: sono gli stessi calciatori a scegliere la formazione prima di scendere in campo e a prendere le decisioni tecniche nel corso della partita. Un’idea nata per combattere il “genitorismo”, l’invadenza dei genitori dei calciatori nelle categorie giovanili, ma soprattutto per responsabilizzare i ragazzi e permettere loro di crescere.

Il risultato è che a prevalere è l’entusiasmo dei calciatori, che si divertono e sono liberi di esprimersi: cresce l’autostima dei ragazzi e cresce lo spirito di gruppo. I primi a sperimentare questa idea erano stati i ragazzi del Sassuolo, proprio nella scorsa edizione del Trofeo Caroli Hotels, mentre quest’anno sono state coinvolte anche Roma e Juve, con l’auspicio di allargare il progetto di “La Giovane Italia” a più club possibili. I bianconeri partecipano al torneo con l’Under 13 allenata da mister Max Marchio, che fino a martedì 28 si accomoderà quindi in tribuna a guardare i suoi ragazzi.

“Abbiamo centinaia di ragazzi che arrivano dalle nostre giovanili”, ha commentato alla presentazione del progetto Stefano Braghin, Head of Academy Juventus. “Alcuni diventeranno campioni o buoni calciatori, molti altri devono avere strumenti per diventare uomini validi. Per questo puntiamo molto sulla formazione“.

Alessandro Bazzanella

 

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