Juve: la legge del 2-0. Dal paragone Manciniano alla versione 2.0

Juve: la legge del 2-0. Dal paragone Manciniano alla versione 2.0


Da qualche giornata la Juve ha fatto risultato di un risultato fisso il suo marchio di fabbrica: per ben 5 volte nelle ultime 7 partite infatti ha chiuso il match vincendo 2-0, o 0-2 nel caso di una trasferta (è successo anche con il Porto). Annoverando in sostanza tra varie norme una nuova: la legge del 2-0. Un tratto distintivo che porta inevitabilmente a pensare a possibili paragoni con situazioni analoghe nella storia.

MANCINI E LA LEGGE DELL’1-0

In aiuto ci viene il passato recente, precisamente la scorsa stagione, quando fino a gennaio la Juve era stata spettatrice rimontante di un campionato dominato da Napoli, Roma e Inter. Quell’Inter, quella di Mancini, aveva tra le sue qualità più celebri la capacità di vincere anche le partite più complesse, tutte con uno schema piuttosto delineato e con un risultato fisso: l’1-0, ripetuto ben 10 volte da settembre a febbraio.

LE DIFFERENZE: DALL’1-0 AL 2.0

Come si può capire dunque, guardando i numeri, le due situazioni paiono molto simili, ma in realtà lo sono solo nella forma: una differenza che può sembrare minima, diventa simbolo di uno scarto abissale. Un gol appare poco, ma porta con sè alcuni concetti chiave che scavano la differenza: approccio maturo e non improvvisato, consapevolezza di poter risolvere le partite in ogni momento con il gruppo o con il singolo, incapacità di subire, riscontrabile nelle poche occasioni lasciate agli avversari durnate i 90′.

LA LEGGE DEL 2-0

A tutto questo si aggiunge anche la saggezza della valutazione, è fondamentale infatti sapere quanto e come spingere, prima di passare alla fase di gestione: matura, ordinata e oculata. Certo, non può succedere in ogni partita e non può nemmeno essere tutto così semplice come sembra, ma il fatto che una situazione di questo genere si ripeta così frequentemente non è solo un caso. E’ frutto di un processo mentale e fisico importante: la Juventus ha trovato il equilibrio, ma il suo baricentro è al di sopra della soglia comune. La legge del 2-0 è quindi il segno della reale superiorità di chi ha raggiunto un livello tale di consapevolezza da poter valutare, gestire e controllare le situazioni, senza rimanere in balia degli eventi. Certamente ogni tanto è più stimolante, divertente ed appassionante rimanere tra le onde di una partita fatta emozioni non conosciute e non conoscibili, ma è quando la rotta procede tranquilla che la nave arriva per prima in porto. E allora ben vengano i risultati come quelli di Palermo, l’incertezza contro l’Inter, le rimonte nel derby e a Siviglia, ma che ci sia spazio anche per questa macchina, che sforna pezzi sempre uguali, come in una catena di montaggio, e che però alla fine proprio come una legge sottomette tutti a se stessa.

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