Provaci ancora, Marko

Provaci ancora, Marko


Un messaggio nemmeno tanto implicito per Marko Pjaca. Tuttavia propedeutico, com’è sempre nelle corde e negli intenti di Massimiliano Allegri. Un padre per ogni calciatore, ai quali cerca di trasmettere i suoi valori tecnici e morali. Vietato trasgredire. Pena: campo visto con il contagocce. Allegri in passato non si è fatto scrupoli; i casi di Higuaín e Dybala insegnano.

Oltre alla tecnica, che a Pjaca non sembra mancare, le due key words del dizionario del tecnico toscano sono sacrificio e disponibilità. Probabilmente violate, che sia in partita o in allenamento. Chiariamo: nessun caso o rottura tra i due. Solo un sentimento paternalista, espresso a chiare lettere in conferenza stampa:

“Pjaca deve capire che per raggiungere certi livelli c’è bisogno di sacrifici e disponibilità, non solo di tecnica. Siamo alla Juve e se vuoi diventare un grande giocatore devi avere la giusta mentalità”.

Certo, finora l’ex Dinamo Zagabria non ha avuto troppo spazio per mostrare il suo valore: solo 237 minuti, tra Serie A, Champions League e Coppa Italia. Effettivamente pochi, ripensando alle aspettative iniziali, e all’attesa creatasi nei suoi confronti: l’Europeo giocato alla grande con la sua Crozia, il prezzo del cartellino pagato dalla Juventus. Tutti aspetti che lasciavano presagire che ci trovassimo davanti a un predestinato. Hic et nunc. Non per Allegri, giustamente iperprotettivo con calciatori provenienti da realtà profondamente diverse dal mondo Juve, per mentalità e ambizioni. Un processo di crescita poi interrotto, a causa dell’infortunio che ha tenuto fuori Pjaca per 3 mesi, rallentandone il suo inserimento nei meccanismi bianconeri. Difficile per Dybala agli inizi, figurarsi per un ragazzo arrivato dal campionato croato, molto meno “allenante” rispetto al nostro.

 

Si è visto a Crotone, gara nella quale il croato ha esordito da titolare in campionato: movimenti sbagliati, imprecisioni in fase di pressing, scelte di passaggio errate. Principi tattici sui quali Pjaca può e deve crescere. In partita e in allenamento, con la massima abnegazione, proprio come il suo connazionale e amico Mandžukić. A partire da domani, contro il Palermo – data la squalifica dell’ex Bayern – suo probabile esordio dal 1′ allo Juventus Stadium. La sua nuova casa, che ha ancora faticato a conquistare. Provaci ancora, Marko! 

Salvatore Ergoli