Max Allegri's Karma: quando i pregiudizi son più pesanti delle vittorie

Max Allegri’s Karma: quando i pregiudizi son più pesanti delle vittorie


Che sedere sulla panchina della Juventus sia tutt’altro che un’esperienza capace di tranquillizzare l’animo di un allenatore è pienamente assodato. Le cose si complicano ulteriormente, però, se vieni chiamato a ritiro estivo già iniziato, per sostituire il condottiero designato da una tifoseria intera (e non proprio quattro gatti) e, soprattutto, per confermare una squadra come pienamente competitiva su ogni fronte dopo ben 3 scudetti consecutivi. Il buon Allegri, però, ha saputo dare ottime risposte sul campo, a dispetto delle tante, troppe critiche ricevute soprattutto dai non addetti ai lavori.

LA PIAGA DEL XXI SECOLO

Il mai banale Umberto Eco, senza peli sulla lingua, sosteneva che “i social media hanno dato diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività“. Lungi dall’esser così diretti, più che inopportuni o “volgari”, il semiologo ci aveva sicuramente visto lungo. Il parlare a vanvera, dando voce a pregiudizi e idee che si poggiano sul nulla più assoluto, è diventato una scomoda costante degli ultimi anni che, in quanto perfetta espressione di fenomeno di massa, ha invaso tutti gli ambiti della cosiddetta cultura popolare. Incluso, ovviamente, il calcio.

LA RIVOLUZIONE SANREMESE

Piccolo excursus: il 67° festival della canzone italiana lo ha vinto un giovane stravagante e ammiccante, già trionfante l’anno scorso nella categoria delle “Nuove proposte“. Stiamo parlando di Francesco Gabbani, che ha battuto anche Fiorella Mannoia, conquistando il pubblico con il suo divertente balletto in compagnia di una misteriosa scimmia. Nonsense? No, tutt’altro. Una canzone pregna di significato e di attualità, che si ricollega fedelmente al tema quest’oggi proposto, che vede protagonista Max Allegri. Ma che, proprio per i suoi caratteri di universalità, potrebbe essere esteso a tutti coloro i quali occupano una posizione di rilievo.

Gabbani ce l’ha con tutti quegli apparenti intellettuali, tali, però, solamente nei caffè: a casa, si trasformano in nient’altro che “internettologi“, “tuttologi del web“. E queste definizioni non si discostano più di tanto dalla provocazione di Umberto Eco. Max è stato sovente colpito da taglienti accuse, che lo hanno addirittura dipinto come un incapace alla guida di una squadra così gloriosa: tutti allenatori con la tastiera, verrebbe da dire. E senza la maturità di riconoscere i tanti meriti di questo tecnico: finale di Champions al primo anno, due scudetti consecutivi, due Coppe Italia, una Supercoppa italiana, 28 (per ora) vittorie consecutive in casa, e, quest’anno, in piena corsa su tutti i fronti. Come richiesto dalla società, dalla situazione e dai tifosi. E allora perché prendersela, sempre e comunque, così tanto? “Risposte facili, dilemmi inutili“, sottolinea Gabbani.

PANTA REI

Già, comunque vada tutto scorre. Stasera Allegri fa 100 alla guida dei bianconeri, ma egli stesso ha dichiarato di volerci essere almeno altre 300 volte. Ormai è raro vedere persone intelligenti e al tempo stesso competenti come l’ex allenatore di Milan e Cagliari: tanto maturo e tanto mite da passar sopra – com’è giusto che sia – alle frequentissime “ore d’aria e di gloria” dei fenomeni da PC. Perché è diventata una fastidiosa consuetudine il lanciare una formula e crederla perennemente vera: se 50 milioni di persone dicono una cavolata, sempre una cavolata resta. E invece, la costante omologazione è diventato un pericoloso leitmotiv della società del terzo millennio. E a Gabbani non è sfuggito neanche questo: “la folla grida un mantra, l’evoluzione inciampa: la scimmia nuda balla“.

Curiosità: la scimmia nuda non è un fenomeno da baraccone, ma nient’altro che l’uomo. Nudo perché senza peli, ma pur sempre primate nelle idee e nei comportamenti. Desmond Morris lo vedeva come una scimmia in crisi, capace soltanto di seguire, nella sua vita sessuale e sociale, i modelli di comportamento fissati dai suoi antenatiscimmioni cacciatori“. Esiste, per caso, qualcosa di più corrente?

Max, non ti curar di tutti loro, ma guarda e passa, come hai sempre fatto. 300 – ma anche 400 – di queste panchine. E di queste vittorie.