Rugani o la semplicità di essere un fenomeno

Rugani o la semplicità di essere un fenomeno


Daniele Rugani non dovrebbe essere più una sorpresa, eppure continua a stupire. L‘eleganza e la disarmante semplicità con cui difende, e con cui s’è fatto ormai posto, sono merce rarissima. Tanto più se si pensa a quando, arrivato da Empoli, era un ragazzino promettente, ma ancora acerbo.

Il ragazzino è cresciuto

Rugani deve migliorare ancora, su questo siamo sicuri: ha ancora qualche alto e basso, dovuto all’età. Lo sa lui e lo sa Massimiliano Allegri. Ma il tecnico bianconero sa pure di avere per le mani un difensore completo, forse il più completo della rosa, e dalla potenzialità illimitate.

Proprio Allegri, quando Daniele si è presentato a Vinovo, gli aveva fatto un discorso: “Tutti ti elogiano perché non hai ammonizioni, ma tu devi dare legnate”. Ecco: la metamorfosi è completata. Rugani non sarà mai un picchiatore o un marcatore puro, non rientra nelle sue caratteristiche: ma ora sa quand’è che bisogna essere duri.

La timidezza delle prime uscite in bianconero ha lasciato posto alla consapevolezza delle proprie doti. Le occasioni avute quest’anno, poi, stanno facendo il resto. Da Siviglia, partita perfetta e per niente facile, alla Roma, quando ha praticamente annullato Edin Dzeko.

“Mi sento migliorato sicuramente in diverse cose, ma il passo penso più importante che ho fatto, al di là di quello fisico e tecnico che c’è stato, credo sia nella testa”. Parola di Daniele Rugani e i fatti lo hanno ampiamente dimostrato.

Con Bonucci, come Bonucci

Crotone, ieri, poteva essere un campo insidioso. E lo è stato, per buona parte della partita, ma Rugani non si è mai scomposto. Ha sempre cercato l’anticipo, come suo solito, salendo anche oltre la sua zona di competenza.

Sempre posizionato alla perfezione, ha dimostrato di poter fare benissimo coppia con Bonucci. Seppur cercando un gioco meno verticale, ha anche superato il maestro nella precisione dei passaggi: 95% a 86%. E i due centrali sono stati i bianconeri con più passaggi: una sicurezza, dal punto di vista tecnico.

Come se non bastasse, però, Rugani ha vinto otto duelli aerei e due contrasti, ha intercettato due palloni e ne ha spazzati sette. Sostanza e qualità, insomma, con il solo fallo commesso a sottolineare la pulizia del giovane talento.

Una sola sbavatura

L’unica, piccola sbavatura è il rischio – enorme – che si è preso su Falcinelli. Era fallo, anche se l’attaccante crotonese accentua la caduta, ma non calcio di rigore. La trattenuta, non così forte come avrebbe voluto far credere Falcinelli, inizia fuori area.

Ci saranno molto probabilmente altre polemiche, dopo una settimana di urla inutili. Ce ne saranno ancora molte, di settimane così, perché la cultura italiota si ferma a un certo livello di sportività. (Che, no, non include la Juventus).

Siamo certi, comunque, che Rugani non si farà sfiorare dal chiacchiericcio. La crescita mentale passa anche da qui e lui sta lavorando per arrivare in cima. E ci riuscirà.

Felice Lanzaro

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