Lippi: "Per lo scudetto è lotta a tre, la Juve non è invincibile"

Lippi: “Per lo scudetto è lotta a tre, la Juve non è invincibile”


Siamo giunti oramai alla seconda giornata di ritorno della Serie A. La Juve comanda la classifica – tra l’altro con una partita ancora da giocare – a +1 sulla Roma e a +4 sul Napoli. Domenica prossima, nel lunch game delle 12.30, la squadra guidata da mister Allegri affronterà in casa un’ottima Lazio che, con Simone Inzaghi in panchina, è riuscita a totalizzare ben 40 punti in 20 partite.

La situazione quindi è abbastanza equilibrata e nulla è ancora chiuso, né deciso. In vista delle sfide della prossima giornata di campionato, Radio Kiss Kiss ha intervistato l’ex allenatore bianconero, nonché c.t. campione del mondo con la nazionale italiana nel 2006 e attuale c.t. della Cina, Marcello Lippi.

LippiLippi sulla corsa scudetto ha dichiarato: “È una lotta a tre, non vedo altre contendenti oltre a Juve, Napoli e Roma”. Poi si è soffermato sui bianconeri, che vengono da una pesante sconfitta subito contro la Fiorentina di Sousa e ha detto: “Quest’anno si ha la sensazione che i bianconeri abbiano perso quell’aura di invincibilità che hanno sempre avuto nelle stagioni passate”. 

eva

Inoltre, l’emittente radiofonica partenopea ha chiesto quante possibilità ha questo Napoli di impensierire i campioni d’Italia e Lippi ha risposto: “Gli azzurri stanno percorrendo un campionato straordinario. Dopo le difficoltà iniziali e la perdita del centravanti dei record, l’infortunio del suo sostituto, i partenopei hanno fatto tantissime belle cose e questo grazie a Sarri che ha saputo rimediare con un cambio modulo e con l’adattamento di alcuni giocatori alle funzioni di squadra. Ora con il recupero di Milik e l’acquisto di Pavoletti le cose possono addirittura farsi interessanti”. 

Per l’ex tecnico bianconero, dunque, la sfida scudetto e apertissima. Quasi come un avviso alla Vecchia Signora del tipo: “Guai abbassare la tensione, dietro c’è chi va forte”. Sperando che i bianconeri possano trovare nell’umiliazione di Firenze quella forza che hanno dimostrato di avere dopo il primo periodo nero di stagione.

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