Avversari più vicini? Forse è meglio così

Avversari più vicini? Forse è meglio così


Mettendo da parte la trasferta a Crotone da recuperare , gli avversari ora sono vicini, molto vicini. La Roma riesce a vedere i colori bianconeri, mentre qualche settimana fa era tutto opaco, troppo distante per essere messo a fuoco. La sconfitta patita a Firenze ha fatto sì che il campionato si riaprisse: ma è davvero così? Può sembrare un volere vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, una rovinosa arrampicata sugli specchi, ma la convinzione è forte: se gli avversari si avvicinano è meglio.

Cosa si è sempre detto? Solo la Juventus può perdere questo scudetto. Ebbene, partendo da questo assunto possiamo confermare che l’avvicinamento della Roma (mettiamoci anche il Napoli nonostante un potenziale -7) è motivo di preoccupazione, non per i tifosi bianconeri, ma proprio per quelli che si sono fatti dappresso. Il motivo è presto detto: se ti avvicini troppo, la Juve scappa.

Non è paura, è superiorità

Juventus coach Massimiliano Allegri gestures, during the Serie A soccer match between Palermo and Juventus, in Palermo, Italy, Sunday Nov. 29, 2015. (AP Photo/Alessandro Fucarini)

Una gazzella che vede una fiera affamata avvicinarsi tende a darsela a gambe levate. Questa è paura, è istinto di autoconservazione. La Juventus, invece, lo fa per manifesta superiorità. L’unico modo per gabbare i bianconeri è farli diventare arroganti. Troppi punti di vantaggio rischiano di far insuperbire giocatori e il manico, quell’Allegri che è sempre stato pacato, ma che in queste ultime settimane sembra scaldarsi per un nonnulla. Essere più forti è un boomerang che ti colpisce in pieno sulla testa se non sei in grado di prenderlo al volo.

Se la Juventus pensa di essere al sicuro, di non avere rivali, si adagia sugli allori e allora presta il fianco a tutti coloro che invece hanno la bava alla bocca per una sola partita all’anno (e sono tanti, quasi il 70% della Serie A). Ma se i punti di vantaggio si assottigliano? A quel punto la Juve mette in dubbio se stessa, come fatto la passata stagione dopo un inizio horror. Nello spogliatoio i giocatori stessi hanno dubitato di essere davvero i più forti e hanno voluto fortemente dimostrarlo a loro stessi più che agli altri.

Tutto normale, tutto bello?

È tutto normale, quindi, è tutto perfetto? Assolutamente no, perdere quattro trasferte insidiose non è normale per la Juventus. Normale è, altresì, che la Roma inizi a crederci con un solo punto da recuperare. A crederci, però, inizierà anche la Juventus e lo farà più di prima. Ciò che agli occhi degli altri si mostra come motivo di ansia, per altri è uno stimolo in più, un traguardo.

Quel punticino che divide Juve e Roma è proprio questo. I giallorossi pensano che quel punticino possa pesare come un macigno, che possa far vacillare le certezze di chi è stato costruito per vincere tutto facilmente e, invece, vede il proprio vantaggio ridotto ai minimi termini. Non è mai così. Quel punticino è il motivo per cui Milano, Genova, Firenze saranno solo brutti ricordi da allontanare. Ricordi lontani, come le avversarie che ora sono a un passo, ma domani?

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