Il pagellone del 2016 – I difensori

Il pagellone del 2016 – I difensori


Continuiamo l’analisi dei giocatori nell’anno solare 2016 con uno dei reparti che da sempre contraddistingue la solidità della Juve, ovvero la difesa. In principio era la BBC, il trio Barzagli-Bonucci-Chiellini a formare un reparto pressoché insormontabile ma inevitabilmente non eterno, e allora ecco che già da un paio di stagioni almeno si è cercato di puntellarlo e allo stesso tempo ringiovanirlo

I NUOVI ARRIVATI

Iniziamo la nostra analisi partendo da chi è arrivato in estate e ha solo potuto assaggiare la Juve, tra i pochi mesi del nuovo campionato e la nuova “campagna Champions” che per ora stanno portando entrambe buoni frutti. In ordine alfabetico, dunque.

Benatia 6,5: l’ex Roma e Bayern Monaco è profilo di altissimo livello ed è arrivato in estate per essere la terza “B” del trio difensivo più forte del campionato (o la quarta, per coloro che volessero a buon diritto inserire anche Buffon), nell’ottica di far rifiatare a turno uno dei tre intoccabili, in primis quell’Andrea Barzagli che nonostante prestazioni ancora di altissimo livello è quello dei tre che è più avanti negli anni. Di lui ricordiamo alcune prestazioni ottime, una su tutte a Roma contro la Lazio in cui salvò in acrobazia un gol quasi fatto, e altre poco brillanti, coinvolto come tutti nella debacle col Genoa. Avrebbe potuto e voluto dare di più, ma una serie di mini infortuni lo ha tenuto fuori anche quando a turno gli altri tre hanno segnato il passo. Il tempo per rendersi protagonisti e giustificare un eventuale riscatto c’è, eccome, e quando lo leggiamo in formazione siamo comunque decisamente tranquilli. Mezzo voto in meno perché avremmo voluto vederlo di più, ma gli infortuni lo hanno spesso tenuto fuori dal campo.

Dani Alves – 6: il brasiliano, arrivato in pompa magna anche se a parametro zero dal Barcellona, si presentava come un acquisto top, tanto da scalzare immediatamente nelle gerarchie interne un Lichtsteiner mai così lontano dalla Juve. Tanta qualità ed esperienza per un giocatore che ha vinto tutto il vincibile in blaugrana e fresco di nomina a capitano della Seleçao verdeoro. Alves non ha però entusiasmato nei suoi primi mesi bianconeri, facendo indispettire diversi tifosi per un atteggiamento probabilmente non idoneo al campionato italiano. Spesso è sembrato infatti cercare la giocata fine a se stessa piuttosto che il bene della squadra, andando anche sovente fuori posizione in attacco senza ripiegare in difesa. Il nostro è un campionato molto tattico si sa, e ci sarà tempo per far ricredere tutti. Al momento l’infortunio patito a Genova lo terrà fuori ancora qualche mese, speriamo che si riveli arma preziosa in primavera

LA VECCHIA GUARDIA

Alex Sandro – 9: giusto partire con lui, non solo per l’ordine alfabetico ma anche per la crescita del ragazzo. Arrivato nell’estate 2015 tra molti nasi storti per la valutazione ritenuta eccessiva, l’esterno brasiliano dopo un veloce adattamento al nostro calcio in questo 2016 ha davvero fatto vedere il perché fosse ambito da tutti i top club europei. Potenza, personalità, dribbling, cross sopraffini che per attaccanti come Mandžukić e Higuain sono manna dal cielo, cui ha aggiunto anche una buona predisposizione al ripiegamento difensivo. E’ stato l’anno della sua consacrazione in bianconero, è un piacere vederlo sfrecciare su quella fascia palla al piede e saltare uno o due uomini ogni volta. Una piccola pecca? Qualche gol in più e poi ci spelliamo le mani.

Barzagli – 9: tra la fine dello scorso anno e l’inizio di questo, Andrea si conferma roccia insormontabile, caratteristica cui abbina un’incredibile eleganza che lo contraddistingue negli interventi quasi sempre puliti (è sempre uno dei meno ammoniti in stagione) e spesso in anticipo, dote che lo rende ancora, a 34 anni, un punto fermissimo della Juve e della nazionale almeno fino al mondiale 2018. La guarigione-lampo dall’infortunio alla spalla dà anche un’idea di che pasta sia fatto il ragazzo, e di quanta voglia e dedizione abbia ancora da mettere a disposizione della squadra.

Bonucci – 9,5: il 2016 è stato l’anno della consacrazione definitiva del nostro regista difensivo, apprezzato ormai non solo più tra i patrii confini ma anche all’estero, se è vero che questa estate il City di Guardiola era disposto a mettere sul piatto niente meno che 60 milioni di euro per un difensore sulla trentina. Difende, imposta, segna, carica e trascina la squadra nei momenti di difficoltà, disegna traccianti per gli attaccanti che spesso si tramutano in assist-gol. Forse il più difficile da sostituire e rimpiazzare anche per carisma e personalità, non gli diamo il massimo dei voti solo perché ogni tanto, anche se sempre più di rado per fortuna, incappa in quelle che vennero definite “Bonucciate” mettendo a rischio le prestazioni di squadra. Altrimenti sarebbe perfetto.

Chiellini – 8: il “Chiello” è sicuramente il meno dotato dei tre a livello tecnico e stilistico, ma quanto a efficacia siamo nell’eccellenza assoluta. Nessuno degli allenatori passati e presenti della Juve e della nazionale ha avuto né ha intenzione di rinunciare alla grinta e alla prestanza fisica del difensore toscano, anche lui cresciuto enormemente negli anni, in gradi di ricoprire senza problemi sia il ruolo di terzo di sinistra nella difesa a 3 che di terzino sulla fascia mancina, così come vorrebbe la difesa a 4 su cui Allegri sembra voler decisamente puntare per questo 2017 che si sta aprendo. Anche lui è stato limitato da qualche infortunio di troppo, e la carta di identità sta lentamente ingiallendo, ma al momento il nostro Gorilla è ancora garanzia della prestazione. Chiedere a Mandžukić cosa pensava di lui quando lo affrontava da avversario: avere in squadra un difensore temuto anche dagli attaccanti più “tignosi” è un bel vantaggio.

Evra – 6,5: arrivato insieme ad Allegri dopo il terremoto-Conte, il terzino francese è alla sua terza stagione in bianconero e dobbiamo purtroppo segnalare una flessione nella valutazione generale delle sue prestazioni. Il voto è una media tra l’ottimo finale del campionato scorso e le prestazioni singhiozzanti di questo inizio stagione, dove in campionato è ormai riserva fissa di Alex Sandro, mentre in Champions riesce ancora a sfoderare ottime prestazioni grazie alla sua enorme esperienza internazionale col Manchester United prima e con la stessa Juve poi. E’ vero, il giudizio è appesantito dalla brutta prova di Doha contro il Milan, ma le gerarchie ormai sembrano chiare, al punto che lo stesso Evra pare abbia chiesto più spazio. Vedremo cosa sarà a giugno, per ora non si muove e uno come lui, anche se non in campo, fa comodissimo nello spogliatoio: uomo squadra come pochi, carismatico oltre ogni limite, uno che non ha paura a metterci la faccia quando serve e a strigliare i compagni quando manca più che la prestazione, la voglia.

Lichtsteiner – 6,5: lo svizzero era sul punto di partire questa estate. Dopo 5 anni di onorato servizio su e giù per la fascia destra, con altrettanti scudetti vinti, sembrava destinato a lasciare la Juve oscurato dall’arrivo di Dani Alves. Da idolo del record, celebrato anche dalla società insieme ai compagni, a terza scelta o giù di lì (è tornato anche Cuadrado più avanti). C’è mancato poco, alla fine è rimasto, ha masticato amaro, è stato escluso dalla lista Champions, ma quando è stato chiamato in causa si è sempre fatto trovare pronto. Svizzero, insomma. Al punto da aver convinto allenatore e società forse ad allungargli ancora il contratto. Anche per lui la parabola del 2016 è leggermente in discesa, ma con un piccolo spunto di risalita proprio nel finale. Chissà che non sia di buon auspicio.

Rugani – 8,5: chi invece ha la punta della parabola rivolta tutta verso l’alto è quello che viene considerato il futuro bianconero e azzurro (Italia). Anche in questo caso il voto è una media tra la fine dell’anno scorso e l’inizio di quest’anno, ma con i valori ribaltati: un inizio 2016 balbettante per Daniele, che ancora doveva fare il salto di qualità nel confrontarsi con una realtà molto diversa da quella di Empoli. Prestazioni non all’altezza delle aspettative e anzi addirittura si parlava di una possibile cessione prima a gennaio scorso, poi in estate. La società ha resistito alle sirene, e oggi il ragazzo è diventato punto quasi fermo della nostra difesa. Sostituisce a rotazione e senza sfigurare chiunque dei tre mostri sacri della BBC, non facendoli quasi mai rimpiangere, e dimostrando anche una buonissima duttilità attica, dote sempre molto apprezzata dagli allenatori. Ha tre maestri assoluti, e come lui stesso ha dichiarato sta cercando di imparare un po’ da ciascuno di loro. La strada è davvero buona, lo si vede dalla serenità e sicurezza con cui scende in campo da dopo l’estate. Ogni tanto segna anche, cosa si può volere di più! Se continua di questo passo anche i voti seguiranno le prestazioni e continueranno a salire.

Buon 2017 a tutti!

Dario Ghiringhelli (@Dario_Ghiro)

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