La moviola non basta: la vera rivoluzione è un'altra

La moviola non basta: la vera rivoluzione è un’altra


Sono passati pochi mesi dall’annuncio dell’introduzione della moviola in campo, eppure qualcuno si sta già disilludendo. Chi sperava in un calcio senza errori arbitrali, probabilmente, dovrà ricredersi. Almeno per ora. L’errore è umano, anche se le macchine possono – e devono – ridurli al minimo.

L’International Board, a marzo, aveva detto sì al Var. Cosa signfica? Letteralmente, “video assistant referee”. Tradotto: arbitro addetto al video. Insomma: un altro assistente, fuori dal campo, che riguarderà gli episodi più importanti.

I casi da moviola

Ci possono essere uno o più video-assistenti. Il loro ruolo, però, è limitato ad alcuni casi:

  • goal/non goal: il Var può segnalare all’arbitro infrazioni in occasione di una rete;
  • rigori: il Var deve assicurare che non siano fatti chiari errori nell’assegnazione dei rigori;
  • espulsioni: il Var deve assicurare che non siano fatti chiari errori nelle espulsioni;
  • scambio di persona: il Var può segnalare all’arbitro se viene punita la persona corretta.

È importante sottolineare che il compito del Var è evitare errori, non entrare nel merito di decisioni soggettive. Può essere il Var a segnalare, ma anche l’arbitro può chiedere un parere.

La decisione finale, però, spetta comunque al direttore di gara. Può decidere sia di riguardare l’episodio, in un monitor a bordo campo, oppure accettare l’indicazione dell’assistente.

La prova del nove: fallita?

Il Mondiale per club, in corso in questi giorni, doveva essere il test più importante. I risultati, però, non stanno convincendo: polemiche e dubbi, oltre a… errori.

Ecco, sì: anni di discussione sciolti alla luce dei riflettori giapponesi. Sono state prese due decisioni: un rigore, nella prima semifinale, Atletico Nacional-Kashima; un gol convalidato, prima annullato, in América-Real Madrid.

Rigore, ma in fuorigioco

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L’arbitro Kassai, in Atletico Nacional-Kashima, non aveva visto un fallo sugli sviluppi di un calcio di punizione. Sarebbe stato calcio di rigore e, infatti, il Var gliel’ha comunicato. Dopo aver visto le immagini, Kassai ha concesso il rigore.

Il problema, però, è che Nishi, calciatore del Kashima che ha subito il fallo, era in fuorigioco. La Fifa ha trovato una spiegazione cervellotica, ma l’Atletico Nacional ha protestato.

Gol, anzi: no. Poi sì

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Ieri, invece, Cristiano Ronaldo ha segnato su assist di James, poco prima della fine. Esultanza di rito, ma il gol viene annullato. Gli assistenti segnalano un fuorigioco e l’arbitro assegna la punizione all’América.

I messicani partono in contropiede, quando… fermi tutti: è gol, i Var hanno cambiato idea. Azione fermata: palla al centro e si riparte.

eva

I dubbi

Se questo è successo in una partita già decisa, basterebbe trasportare la situazione nella finale di un Mondiale. Si rischia che, oltre alle polemiche, si crei una inutile confusione.

Inoltre, la prima decisione, il rigore assegnato al Kashima, dimostra che il giudizio soggettivo giocherà comunque un ruolo importante. (Come è giusto che sia).

I dubbi sono davvero tanti, quindi, anche tra i protagonisti. Modric ha ammesso che la moviola “ad essere onesti non mi piace”, perché “crea molta confusione”. E anche Zidane ha detto che la regola “deve essere chiara, altrimenti è un problema”.

La vera rivoluzione

La strada da fare è lunga, forse più del previsto. Qualcuno aveva minimizzato i problemi che potevano crearsi, ma la prova empirica li ha confermati.

Il calcio è uno sport diverso dagli altri in cui si usano sistemi simili: è un dato di fatto.

In Italia, molto probabilmente, tanti saranno stati presi dal panico: lo strumento del calcio pulito può fallire. Come può sbagliare un qualunque essere umano. E vi facciamo una rivelazione: anche senza influenze dei poteri forti.

La vera rivoluzione non è tecnologica, ma culturale. Non è difficile pensare che se il Var sbagliasse, ci sarebbe qualcuno pronto a costruire castelli in aria. Con le solite basi, quelle ormai consolidate: chi vince “ruba”. Di solito, poi, è la Juventus: ma questo è un altro discorso…

 

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