Capello: "Non volevo allenare la Juve, ma dopo 5 anni a Roma ero esausto"

Capello: “Non volevo allenare la Juve, ma dopo 5 anni a Roma ero esausto”


Il quotidiano la Repubblica ha riportato una lunga intervista a Fabio Capello, ex allenatore di Juve e Roma, le due squadre che si affronteranno sabato 17 dicembre allo Juventus Stadium per una sfida che potrebbe essere già volata scudetto.

Capello ha parlato del suo passato giallorosso e di quando disse che non avrebbe mai allenato la Juve e ha dichiarato: “È vero che avevo detto che non avrei allenato la Juve. Verissimo e lo confermo. Ma dopo cinque anni di Roma ero esausto. Mi incontrai con Moggi e Giraudo a Milano e fummo subito d’accordo su tutto, dal mercato al fattore economico. Fummo molto rapidi, molto veloci e molto professionali, senza troppi fronzoli”.

L’approdo di Capello in bianconero avvenne nello stesso anno in cui la dirigenza juventina di allora portò a Torino un giovanissimo Zlatan Ibrahimovic, preso dall’Ajax, che poi è rimasto per due anni alla Juve, fino a quando la squadra bianconera fu retrocessa in serie B per il filone Calciopoli e Ibra decise di trasferirsi all’Inter. Proprio sullo svedese, Capello ha detto: “Volevo Ibrahimovic già alla Roma. Fu acquistato per 22 milioni, una spesa ridicola. I primi tempi, quando calciava rompeva i vetri della palestra dietro la porta. Lo impostammo nel calciare perché aveva 46 di piede e una postura particolare e lui si impegnò tantissimo. Anche di testa era scarso ma con esercizi su esercizi migliorò”.

Oltre a Ibra, alla Juve quell’anno arrivò anche Fabio Cannavaro dall’Inter. “Un colpo da maestri fu anche l’acquisto di Cannavaro. Giocava all’Inter e dicevano avesse il ginocchio rotto. Fu Raiola a convincere Moratti a scambiarlo con Carini”, ha detto Capello a riguardo.

In conclusione, un simpatico aneddoto su Buffon e sulla sua fobia delle vespe: “La superò il giorno in cui decisi di metterlo in panchina perché c’era un nido vicino alla porta. Passò un minuto e mezzo, venne da me e mi disse: ‘Gioco io, me la sento’. Da allora non ebbe più quel problema”.

Loading...