Higuain in gol quando serve, è l'unica cosa che conta

Higuain in gol quando serve, è l’unica cosa che conta


È vero, la qualificazione era già in cassaforte, ma il primo posto non è un optional. Il prestigio e gli obiettivi della Juventus impongono di scendere in campo per ottenere la vittoria, sempre e comunque. Il gol di Higuain è arrivato quindi quando serviva. Juventus-Dinamo Zagabria è stata una partita lenta, anche a causa dell’atteggiamento della squadra bianconera, e lo 0-0 alla fine sarebbe anche bastato per arrivare primi nel girone. Nessuno, però, ha la sfera di cristallo e avrebbe potuto prevedere che anche Lione-Siviglia sarebbe terminata con quel risultato. Serviva un guizzo per essere certi del primato e il guizzo porta il nome di Higuain.

Pochi ma buoni, insomma. L’attaccante argentino è arrivato a quota 10 reti in questa stagione. Non sono pochi, invero, ma in queste settimane i più avevano sentenziato: Higuain ha perso il fiuto del gol. Come può, d’altronde, un uomo in sovrappeso fare tanti gol? E poi il modo di giocare di Allegri lo penalizza. Secondo tutti gli esperti, i gol di Gonzalo sarebbero rimasti, fino a maggio, quei nove segnati prima di stasera. In realtà, il centravanti bianconero sta finalmente segnando con criterio.

Gol per vincere, non per le statistiche

HiguainQual è l’utilità di un gol segnato sul 3-0? La domanda è molto semplice e lo è anche la risposta: nessuna. Non c’è utilità nel segnare il gol del 4-0 o nel fare tre gol al Frosinone o al Crotone di turno. Questo non significa che, se si trovasse davanti alla porta, Higuain dovrebbe sbagliare volontariamente. I gol sono come le ciliegie, uno tira l’altro e per un attaccante sono un grande stimolante. L’autostima di un attaccante aumenta a dismisura ogni volta che la palla finisce in rete, ma le statistiche a volte non c’entrano con le vittorie.

36 gol ti portano a superare Nordhal (che, per la cronaca, non vinse lo scudetto quando fece il suo record), a essere osannato da un’intera piazza e dai media. Queste cose valgono uno scudetto o una Champions? Anche in questo caso la risposta è semplicissima: no. Higuain sta finalmente segnando a un ritmo umano, un ritmo che è assolutamente in linea con le ambizioni della Juventus. La squadra di Allegri, infatti, non gioca per aumentare le statistiche dei tesserati, ma per riempire ulteriormente la bacheca.

Come già affrontato più volte, alla Juve si è abituati alla vittoria del gruppo. Difensori, centrocampisti e attaccanti partecipano attivamente in zona gol garantendo un “turn over” offensivo. Daniele Rugani lo sta dimostrando ampiamente. Due gol nelle ultime due partite per il difensore ex Empoli. Adesso che è tornato Dybala le cose miglioreranno ancora di più.

L’attesa del piacere…

higuain-calo… non è essa stessa il piacere? Per un tifoso il piacere è assistere a una prodezza del proprio centravanti in un match combattuto e con qualcosa in palio. Se aspettare per cinque, sei, sette gare il gol del proprio beniamino può essere doloroso, può essere altrettanto piacevole se poi il gol della liberazione arriva in un momento topico della stagione.

Sarebbe più divertente vedere Higuain segnare dieci gol in dieci partite, vinte ampiamente, e poi steccare, chissà, la finale di Champions, o assistere a dieci partite senza i suoi gol e, successivamente, a un suo tiro che si insacca all’incrocio in finale contro il Barcellona? Anche in questo caso la risposta è semplicissima.