Genoa-Juve, l'analisi tattica: bianconeri irriconoscibili, prestazione indecente a Marassi

Genoa-Juve, l’analisi tattica: bianconeri irriconoscibili, prestazione indecente a Marassi


Dopo Siviglia era importante fare bene anche a Genova: missione clamorosamente fallita dalla Juventus. Dall’Andalusia a Marassi, è tutta un’altra storia. Infatti, il risultato condanna e forse ridimensiona gli uomini di Max Allegri. Sarebbe potuta essere una vittoria fondamentale: non soltanto per allungare sulla Roma, impegnata stasera all’Olimpico contro il Pescara, ma anche per ripristinare il vantaggio di sette punti sul Milan, vincente ieri ad Empoli. Il tecnico bianconero punta ancora sul 4-3-3:  Buffon; Dani Alves, Bonucci, Benatia; Lichtsteiner, Khedira, Hernanes, Pjanic, Alex Sandro; Cuadrado, Mandzukic, sono i titolari. Il Genoa di Juric, sempre temibile in casa, si schiera a specchio con il tridente offensivo composta da Rigoni, Simeone e Ocampos.

PRIMO TEMPO

Inizio disastroso della Juventus, sicuramente il peggiore di questo primo scorcio di stagione. Probabilmente, il più brutto anche degli ultimi anni. In campo si è vista una squadra senza idee, svogliata e con poca grinta. I primi 45 minuti si contraddistinguono per le difficoltà della Juve dovute al buon pressing e una maggiore cattiveria agonistica dei rossoblu. I padroni di casa riescono ad infastidire, non poco, la Vecchia Signora, sono padroni del gioco e spesso pericolosi in fase offensiva: infatti, non a caso, dopo 28 minuti il Genoa è già meritatamente in vantaggio di tre goal. Mai la Juventus, sotto la gestione Allegri, si è ritrovata a subire un tale clamoroso passivo.  Svarioni difensivi a non finire, centrocampo nullo e attacco inesistente: i bianconeri deludono sotto tutti i punti di vista.

Per il Genoa è un gioco da ragazzi portarsi subito in vantaggio con Simeone, dopo appena tre minuti di gioco, su errore grossolano di Bonucci che tenta un inutile colpo di tacco in fase di copertura. Dopo dieci minuti dal primo goal Simeone si ripete: questa volta l’errore, a dir poco evidente, è di Alex Sandro che si fa saltare con estrema facilità da Lazovic, libero di servire in area il numero 9 dei rossoblu che non perdona e trafigge ancora una volta, di testa, la porta difesa da Gigi Buffon. Prestazione indecente della Juventus: la squadra soffre soprattutto le incursioni sulla fascia dei velocissimi esterni genoani, che hanno quasi sempre la possibilità di rendersi pericolosi crossando, pressoché indisturbati, in area. Al 38′ minuto il Genoa cala il tris: incornata di Rigoni, Alex Sandro tenta il salvataggio, ma la palla probabilmente ha già sorpassato la linea di porta. Piove sul bagnato, quando al 31′ minuto del primo tempo, Bonucci, a causa di un problema muscolare, chiede il cambio a Max Allegri: al suo posto in campo subentra Rugani. Revisione tattica, a questo punto, per i bianconeri: si passa dal 4-3-3 iniziale al 4-3-1-2. Lichtsteiner terzino destro, Dani Alves mezzala. L’atteggiamento comunque non cambia: certo, merito di un Genoa straordinario, ma soprattutto di grandi demeriti dei campioni d’Italia in carica. Inutile aggrapparsi al clamoroso rigore negato da Mazzoleni, sul finire del primo tempo, per fallo di Ocampos, in area, su Mandzukic.

SECONDO TEMPO

alex-sandro-juventus

Il copione non cambia assolutamente nella ripresa. Una Juventus inesistente, a tratti irritante, come non lo era da anni, rischia di subire, addirittura, il goal del 4-0 su tiro ravvicinato di uno scatenato Simeone. Il match non cambia nemmeno con l’ingresso in campo del recuperato Gonzalo Higuain al posto di un disastroso Lichtsteiner. Zero sussulti, zero occasioni nitide: bianconeri assenti mentalmente e fisicamente. Tuttavia, la dispendiosa trasferta in terra iberica, per il match di Champions contro il Siviglia, non può e non deve fungere da deterrente per una prestazione tanto scialba e a dir poco squallida della Vecchia Signora. Performance difensiva da dimenticare, ma non solo. Evidenti difficoltà anche a centrocampo: Khedira impacciato e a tratti irriconoscibile, Pjanic ancora una volta confuso e fuori dagli schemi e dai movimenti della squadra bianconera, Hernanes, infine, assolutamente incommentabile. Male, anzi malissimo la coppia “pesante” Mandzukic-Higuain. Tra i due dialogo quasi nullo, così come le occasioni create.

Orrenda prestazione della Juventus certo, ma giornata da dimenticare anche per Mazzoleni. Dopo aver negato, nel primo tempo, un chiaro calcio di rigore in favore dei bianconeri, l’arbitro si ripete nella ripresa, quando non si accorge del fallo evidente di Ocampos su Dani Alves, che costringerà il brasiliano a lasciare il campo in barella, con la Juve costretta a chiudere in dieci uomini. Una Juventus nervosa, spenta e impalpabile non riesce in nessun modo ad invertire la tendenza di un match già segnato. Un solo lampo nel buio pesto di Marassi: il goal di Pjanic, su punizione, al 37′ minuto della ripresa. Troppo tardi, comunque, per pensare anche solo lontanamente di recuperare lo svantaggio. Troppo poco per impensierire un Genoa, oggi, nettamente superiore alla Juventus.

Luca Piedepalumbo

 

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