Il dramma in tre atti di Marassi

Il dramma in tre atti di Marassi


Allegri stesso aveva avvisato tutti nella conferenza prepartita di ieri: “Prima pensiamo la campionato, il Genoa a Marassi è squadra ostica“. Ma allora come siamo giunti ad un risultato simile ed a una prestazione così scadente? Tre gol nel primo tempo che suggellano i peggiori 45 minuti della gestione Allegri.

Differenze di atteggiamento

È vero, a Marassi il Genoa quest’anno sembra

Il Genoa quest'anno non ha mai perso a Marassi.

Il Genoa quest’anno non ha mai perso a Marassi.

avere una marcia in più, merito della cura

Juric, ma una squadra dell’esperienza e con la rosa della Juventus non può concedere un intero primo tempo all’avversario.
Come modulo, il 4-3-3, la Juventus puntava su fior fiore di esterni che in questa stagione, ne abbiamo parlato più volte, hanno tenuto a galla la barca bianconera anche quando questa faceva acqua.

L’obiettivo era schiacciare l’opposizione genoana sulle fasce, come da normale copione Juve, ma gli uomini di Juric avevano altri piani. Da subito Laxalt e Ocampos fanno il bello ed il cattivo tempo sulle fasce, mentre un centrocampo indolente lascia a Rigoni la libertà di impostare con la tranquillità necessaria. Gli uomini del Grifone si dimostrano più vogliosi, concentrati e cattivi (anche in molte entrate ai limiti del regolamento) per tutta la lunghezza del primo tempo, con una Juventus debole nei contrasti e che toglie la gamba spesso e volentieri. Non è stata fortunata nemmeno la decisione dell’arbitro di non concedere un rigore solare a Mandzukic. Il croato viene atterrato in area genoana con un tackle che non va nemmeno a sfiorare il pallone, l’arbitro non lo giudica caso da rigore. Per citare la legge di Murphy: “Quando tutto non può andar peggio, lo farà”

La Juventus che non c’era

Mandzukic si è visto negare un rigore solare

Mandzukic si è visto negare un rigore solare

La Juventus viene “tradita” dall’uomo partita di Siviglia, Leonardo Bonucci, che con un disimpegno “allegro” regala palla ai rossoblu per l’azione del primo gol. Leo si infortunerà nel corso del primo tempo e lascerà il posto a Benatia, che non si renderà partecipe di una prestazione migliore.
Il centrocampo latita, Henanes dimostra per l’ennesima volta di non essere entrato negli schemi del centrocampo e non viene assistito dagli impalpabili Khedira e Pjanic.

I passaggi sbagliati si contano nell’ordine delle decine nel solo primo tempo e lasciano Mandzukic da solo al pascolo in area genoana. Cuadrado e Alex Sandro sono costantemente rimbalzati dagli esterni genoani e non riescono ad imporre il loro gioco, Dani Alves si dà da fare sterilmente, Lichtseiner non viene pervenuto se non per dei passaggi sbilenchi. Il panorama è desolante in quel di Marassi. Un primo tempo che nessuno vorrebbe mai più rivedere.

Le sberle fanno bene?

Quello che tuttavia ha fatto più male ai tifosi è stata l’indolenza, la mollezza e la poca cattiveria messa da una squadra che è parsa appagata da se stessa. L’alibi della Champions regge poco: la stanchezza sarebbe ammissibile, ma qui si parla di mentalità ,di approccio alla partita.
A poco vale la minima sveglia del secondo tempo con la Juventus riversata (sterilmente) nella metà campo dei rossoblu che hanno buon gioco nel difendersi a maglie serrate.
Il gol di Pjanic è un contentino che ci mostra per l’ennesima volta di che piedi sia fornito il numero 5 bianconero, ma che non riesce minimamente a sciacquare l’amaro dalla bocca dei tifosi. 
Non fa stare tranquilli nemmeno il fatto che la settimana prossima è in arrivo una Atalanta, carica a molla dopo le sei vittorie consecutive, che vorrà sicuramente capitalizzare sul momento no della Juventus.
Di positivo c’è che la Juventus quest’anno si è sempre svegliata dopo una sberla, a questo punto c’è da sperare che dopo una di questa forza, la squadra di Allegri non debba assopirsi più.

 

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