Ventura: "La Juve non vuole sentire parlare di stage"

Ventura: “La Juve non vuole sentire parlare di stage”


Sì è concluso il primo turno di stage per la nostra Nazionale. I 22 calciatori – di serie A e serie B – convocati da Gian Piero Ventura si sono radunati a Coverciano lunedì sera per poi partecipare alla doppia seduta di allenamento tra ieri e oggi.

Il ct azzurro ha commentato con soddisfazione questo primo e originale test, dichiarando: “Siamo sulla strada giusta: ho visto una partecipazione straordinaria e in 48 ore è già nata una squadra” – e ha aggiunto – “Sono molto soddisfatto perché prima della partita contro la Germania avevo detto ai ragazzi che stava nascendo un’idea di squadra, fra l’altro molto giovane. Così come sono contento di questo stage anche se non mi piace il termine, preferirei parlare di convocazioni. Dopo 48 ore scarse è impossibile dare un giudizio, ma sono convinto che la strada intrapresa sia quella giusta, lo deduco da quello che hanno fatto i ragazzi in questi due giorni. Mi è piaciuta la partecipazione, l’entusiasmo, la voglia di fare, è stato estremamente positivo. Ho avuto risposte straordinarie, sono pentito di non aver fatto vedere alla stampa quello che ho visto io, soprattutto per il coinvolgimento che hanno dimostrato i calciatori che ho chiamato. Non so a cosa porterà tutto questo, ma è un buon inizio”.

Inoltre, il ct ha approfondito diverse tematiche, come la possibilità di una convocazione in azzurro per Balotelli, la polemica innescata da Gasperini, l’atteggiamento della Juve nei confronti di questa iniziativa e una breve disamina sui giovani talenti emergenti all’interno del panorama calcistico italiano.

“BALOTELLI NON È DA STAGE”


Ventura
Nel corso dell’intervista, è stato chiesto a Ventura di Balotelli, che a Nizza sta facendo abbastanza bene, per capire quanta possibilità ci fosse di testarlo in vista di una eventuale convocazione. Il ct ha risposto: “Balotelli non è da stage. Stiamo parlando di un giocatore che ha fatto un Mondiale. Ci voglio parlare, adesso abbiamo un ‘buco’ da qui a marzo e avrò tempo per fare un salto per vederlo di persona. Sappiamo quali sono i suoi problemi. Una volta che avrà lavorato su se stesso sarà considerato importante come tutti gli altri”.

COSA NE PENSA LA JUVE DEGLI STAGE?

Per Ventura non ha senso testare i senatori della Juventus, visto che già sono pilastri di questa Nazionale. Ciò nonostante, si lascia sfuggire il disappunto della società bianconera nei confronti degli stage, ammettendo: “Chiedere tre giorni con Barzagli e Bonucci mi sembra fuori luogo. Il primo incontro l’ho fatto con la Juve, la prima frase è stata “non mi parli di stage”, non ne parlo per loro, ma per tutti gli altri sì”. Lasciando intendere che altri giocatori bianconeri possono essere soggetti a convocazione nella prossima sessione di febbraio.

ANCHE GASPERINI PREOCCUPATO PER GLI STAGE

VenturaPochi giorni, tra l’altro, il tecnico atalantino aveva espresso la sua disapprovazione per la convocazione di ben 7 suoi giocatori nel breve test di Coverciano. Gasperini aveva dichiarato: “Noi dobbiamo concedere tanti giocatori per tre giorni e il calendario è fitto, sarebbe stato meglio averli a disposizione. I ragazzi saranno contenti perché la Nazionale è la Nazionale, ma a me non piace per niente”. Rapida la risposta di Ventura: “Sono rimasto sorpreso perché prima degli stage avevo parlato con società e lui. Poi è chiaro che in questo momento di euforia lo possa capire, poi concordo con quello che ha detto Oriali, credo sia una gratificazione. Parlando con quelli dell’Atalanta mi chiedono quando ci rivediamo, questo la dice lunga”.

CHI SONO I GIOVANI TALENTI AZZURRI?

Tanti i giovani azzurri interessanti, ma il ct azzurro si limita a nominarne soltanto tre: “Caldara è uno dei promettenti di quel ruolo, ma abbiamo anche Rugani e Romagnoli. Stanno arrivando, quando Bonucci, Buffon o Barzagli abdicheranno avremo sostituti con una voglia feroce di continuità. Stiamo lavorando in questo senso”.

Tuttavia, quella degli stage potrebbe rivelarsi davvero un’ottima opportunità per i giovanissimi calciatori italiani, affinché possano mettersi in mostra anche agli occhi dei propri rispettivi club, che spesso mostrano poca fiducia nei loro confronti e li lasciano ammuffire in panchina prima di mandarli in campo, quando, magari altrove, sarebbero già “vecchi”. Non è sicuramente questo il caso della Juve, che proprio domenica scorsa, per la prima volta nella storia della serie – e ieri in quella della Champions – ha fatto esordire un ragazzino del ventunesimo secolo.

In ogni caso, serve come al solito massima prudenza e un notevole buon senso nella diramazione delle convocazioni e nel pesare in maniera ottimale l’impegno dei club che, come appunto la Juventus, si trova a lottare – da protagonista – su tre fronti contemporaneamente e, a tal proposito, necessita di avere a disposizioni forze fresche a livello fisico e mentale.

 

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