Juve-Lione, le pagelle dei bianconeri: Pjanic avulso, tanti rimandati

Juve-Lione, le pagelle dei bianconeri: Pjanic avulso, tanti rimandati


Una serata nata bene, ma finita male. Con le mani nei capelli e l’amaro in bocca dell’occasione sprecata. Che in Champions, spesso, può significare tanto. La Juventus vista col Lione è rimandata: ecco le pagelle dei bianconeri.

Le pagelle

BUFFON, 6 – Qualche intervento semplice, per lui. E sul gol non ha nessuna colpa.

DANI ALVES, 5.5 – Rischia meno colpi, ma è abulico. Bravo in difesa, non crea occasioni in attacco: ce n’era bisogno.

BARZAGLI, 6 – La sua partita è un anti-climax, come quella di tutta la squadra. Finisce male: rivedibile sul gol subito, da censura poco prima del fischio finale.

BONUCCI, 6.5 – Il Lione lo lascia libero, lui dà sfogo alla sua classe. Peccato che i suoi lanci non siano sfruttati. E per l’uscita prematura, ovviamente. (BENATIA, sv – Il marocchino viene tenuto caldo, poi entra al posto di Bonucci. Mai chiamato in causa, praticamente).

EVRA, 5.5 – Poco, troppo poco: da Evra si vuole di più. Alex Sandro fa più di lui, e di tanti altri, nel poco tempo a disposizione. Non incide mai.

MARCHISIO, 5.5 – Novanta minuti, per lui, non sono scontati. Eppure Claudio li regge, ma alla lunga si vede la fatica: qualche errore, non da Marchisio, è il risultato.

KHEDIRA, 6 – Aiuta la manovra, in avanti, ma non sembra al meglio. La condizione può e deve migliorare, perché Sami è una pedina fondamentale.

STURARO, 6 – Grinta e cattiveria: è la sintesi perfetta della partita di Sturaro. E del suo modo d’intendere il calcio. Cala col passare di minuti, è naturale, ma nel mezzo si guadagna un rigore.

PJANIC, 5 – No, non ci siamo: nuovo ruolo, stessa musica. Che stona tanto, troppo con la classe di Miralem. Deve essere decisivo negli ultimi venti metri, ma lo è in rarissime occasioni. (ALEX SANDRO, 6 – Il suo ingresso smuove una calma piatta insostenibile. Ma il resto della squadra ha già staccato la spina).

MANDZUKIC, 6.5 – Corre, davvero tanto, a differenza degli altri. In una serata storta, basterebbe questo a distinguerlo dalla massa. Ma un attaccante deve essere letale sotto porta. Altrimenti, poi, gli errori si pagano.

HIGUAIN, 6.5 – Una partita a due facce: prima, il gol; poi, però, il nulla o quasi. L’azione che porta al rigore è l’esempio della sua importanza nel gioco bianconero. Ma, come per Mandzukic, non può sbagliare occasioni colossali. (CUADRADO, sv – Entra e si trova in una situazione al limite dell’impossibile. E, infatti, può poco).

ALLEGRI, 6 – Intuisce il momento negativo e cerca di porre rimedio. Troppo tardi: il Lione, ormai, era presenza fissa nella metà campo bianconera. Si è intravisto qualche spunto interessante, ma c’è tanto su cui lavorare: condizione fisica, in primis.

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