Higuain, la solitudine del numero 9

Higuain, la solitudine del numero 9


Ultimamente Gonzalo Higuain non se la sta passando molto bene. Il gol manca da 3 partite, precisamente dall’ultima doppietta rifilata all’Empoli. Sicuramente nulla di grave, le sue prestazioni sono state buone ma, per uno che respira gol, 180 minuti senza segnare sono sicuramente un dato poco piacevole. Solo nella stagione 2014/2015 era successo: quattro partite senza segnare con la maglia del Napoli.

ISOLATO

Il motivo di questa breve astinenza? Probabilmente il gioco della Juve. Già, perché in questo avvio di stagione Higuain ha già dimostrato quanto possa essere letale in area di rigore, mantenendo una media gol elevatissima prima della sosta per le nazionali, arrivata proprio dopo la sua ultima doppietta. Cosa, allora, sta frenando l’argentino? Basta dare uno sguardo alle ultime due partite per capirlo. Pochi cross nel mezzo –  a Lione praticamente nessuno – ed un centrocampo troppo lontano dal reparto offensivo. È vero che spesso Dybala può diminuire la distanza tra i reparti, ma è altrettanto vero che quando la giornata della joya non è delle migliori (vedi Lione), Higuain si ritrova solo al centro dell’attacco, circondato da difensori pronti ad aggredirlo. Inoltre, lasciare a Dybala questo compito, implica non sfruttare a pieno le sue doti nei pressi dell’area di rigore.

IN CAMPO

higuain-isolatoCosì, spesso ultimamente abbiamo assistito ad Higuain arretrare per prendere palla e smistarla sull’esterno. Giocata che ha dato via all’azione del gol contro il Lione, ma che non può caratterizzare la “partita tipo” di un goleador come il pipita. Anche il modo di attaccare della Juve non esalta propriamente le caratteristiche da uomo d’area. È noto il dictat di Allegri sugli inserimenti dei centrocampisti: giro palla e le due mezz’ali che si fiondano in area a raccogliere un improvviso lancio lungo, spesso proveniente dai piedi di Bonucci. Tanti centrocampisti in area, però, tolgono spazio agli attaccanti, magari costringendoli ad arretrare. Sia chiaro, l’inserimento dei centrocampisti è una giocata che ha fatto e continuerà a fare la fortuna della Juve ma che ora deve essere regolata diversamente, anche in virtù degli uomini che compongono il centrocampo, con il solo Khedira adatto a questo compito.

PIÙ RESPONSABILITÀ

Ecco perché l’investimento di 90 milioni per l’acquisto di uno degli attaccanti più forti del mondo deve essere maggiormente sfruttato. Il reparto d’attacco deve essere il regno del pipita e dell’erede al trono Dybala. Il centrocampo deve giocare in funzione di questo attacco stellare, lasciando loro l’onere e l’onore di finalizzare l’azione. Il gioco deve spostarsi maggiormente sulle fasce, pronte a rifornire la testa di Higuain con cross che l’argentino può scaraventare in porta o scaricare per il sinistro di Dybala. Lasciare più responsabilità al reparto offensivo inoltre permetterebbe al centrocampo di essere sgravato, parzialmente, da un compito molto dispendioso: non una cosa da poco se si considerano le difficoltà che sta incontrando in questo avvio di stagione. Non solo una questione tattica però ma anche psicologica. A Napoli Higuain ha dato il meglio di se perchè il gioco della squadra verteva interamente su di lui, evidentemente le responsabilità tirano fuori il meglio dell’argentino. Insomma, è il momento di sostenere di più Higuain, di far fruttare al massimo i soldi spesi per lui. Perché un attaccante del genere, da solo, deve stare esclusivamente in cima alla classifica dei marcatori.