Una Juve stanca e sazia annullata da un Milan affamato

Una Juve stanca e sazia annullata da un Milan affamato


Evidentemente Milano non porta bene quest’anno, dopo l’Inter, la Juve deve arrendersi anche al Milan. Seconda sconfitta stagionale che, nonostante tutto, appare meritata. Una Juve poco brillante, sia sul piano del gioco che su quello della condizione fisica. Tante le colpe della squadra, quanti i meriti dell’avversario, così come ad onor del vero, le attenuanti per la compagine bianconera.

POCA FAME

Abbiamo assistito ad un Milan affamato, pronto a sputare sangue su ogni pallone, caricato dall’adrenalina di un San Siro che sembra tornato quello dei tempi migliori. Alla Juve non è bastato mettere in campo 11 giocatori qualitativamente superiori, la fame di vittoria ha fatto la differenza. Dopo cinque anni di successi in Italia, ancora in vetta alla classifica senza sforzi eccessivi, un calo motivazionale può capitare. Ma siamo chiari, la Juve non ha perso la fame di vincere tutto, probabilmente si è presentata con la pancia piena per la generosa scorpacciata di Lione. La sensazione è che la Juve aspettasse il colpo di uno dei suoi fuoriclasse, uno di quei colpi che ha tentato Dybala nel primo tempo, con un risultato che forse, pensandoci dopo, presagiva che questa non sarebbe stata la serata adatta. Così, tra un lento giro palla e poca determinazione nelle giocate, i tre punti sono andati ai rossoneri.

STANCHEZZA

Ben 9/11 della squadra titolare di stasera erano reduci dalla partita di Champions di martedì. Comprensibile una certa stanchezza sia sul piano fisico che mentale. La partita contro il Lione infatti ha portato via importanti forze fisiche e psicologiche, forse troppe per essere recuperate in soli quattro giorni. I diversi infortuni che hanno colpito la Juve, inoltre, stanno limitando le possibilità di rotazione di Allegri: così assistiamo ad un convalescente Sturaro prendere il posto di Hernanes per tentare l’assalto al pareggio, oppure ad un poco brillante Mandzukic mandato in campo a rinforzare un attacco che avrebbe avuto sicuramente più bisogno della velocita di Pjaca. Oltre i problemi legati al breve periodo, Bergomi a Sky Sport riporta alla luce una vecchia questione evidenziando quanto i giocatori che hanno disputato gli europei stiano faticando dal punto di vista fisico in questo inizio di stagione. Discorso che colpisce completamente la Juventus, che fornisce la quasi totalità della rosa alle rispettive nazionali. Una stanchezza normale ed inevitabile quindi, che non troverà il tempo di essere smaltita visto l’impegno infrasettimanale contro la Sampdoria.

UN GRANDE MILAN

Viste le attenuanti, è anche doveroso dare i giusti meriti agli avversari. Un Milan desideroso di vincere, di continuare a far sognare quei tifosi che da molto aspettavano di rivedere la propria squadra tornare nelle parti alte della classifica. Una squadra magistralmente orchestrata da Montella, bravo a imbastire una formazione attenta in difesa e pronta a colpire in ripartenza, adattandosi all’avversario di caratura superiore. Tre punti meritati, quantomeno per l’impegno: Chapeau.

Regolare il gol del 1-0 annulato a Pjanic, Bonucci parte in posizione regolare

Regolare il gol del 1-0 annulato a Pjanic

E UN PIZZICO DI RIZZOLI

Lungi dal dare le colpa della sconfitta all’arbitro, non è però possibile sorvolare su come la clamorosa decisione di annullare il gol a Pjanic abbia cambiato la partita. Con la Juve in vantaggio sarebbe stata tutta un’altra gara, dove l’abilità dei bianconeri nel gestire la palla sarebbe stata determinante. Un erroraccio quello di Rizzoli, non l’unico della partita. Capita nel calcio: può succedere a Rizzoli così come a – tanto per fare un due nomi a caso – Higuain e Khedira.