Ciao, Paul: è finita, davvero

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È finita. Finita, davvero. Sì, Paul: è ora di mettere tutto tra i ricordi. Tra i ricordi più belli, sia chiaro: la prima allo Stadium, quei gol all’Udinese, quelli al Napoli, le notti di Champions. Sei arrivato da bambino prodigio, te ne vai da campione. Con la consapevolezza che diventerai ancora più grande, il più grande.

Sarai il modello di una nuova generazione, te l’abbiamo detto qualche mese fa. Com’era lontano lo United, allora. E com’è vicino, oggi: a meno di un passo, meno di una firma su un contratto. Da dodici milioni più bonus, si dice: non sono i soldi che ti muovono, Paul. È la voglia di prendersi una rinvincita, proprio da dove ti hanno mandato via.

È finita, già: è come quando finisce una grande amore. Fa male: tanto, troppo, da morire. E lascia pure quell’amaro in bocca che solo il tempo sa cancellare. Magari anche un nodo in gola, di quelli forti. Che forse ha preso pure te, Paul: non sarà stato facile decidere, lo sappiamo. I soldi non valgono la passione bianconera. E allora, no: sei andato per prenderti quello che qualcuno non ti ha dato, come solo tu puoi e sai fare.

Fa male, sì: malissimo. È come se qualcuno ti strappasse il gioiello più bello. Magari ne hai altri, pure di valore, ma conta sempre più ciò che va via. Perché in fondo la bellezza è nella fine: in un addio, in un tramonto. La fine è difficile da accettare, è quasi un mostro, ma poi ti lascia tanto: un legame diverso, forse pure più forte. Che non ha bisogno di occhi, solo di menti.

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Vai, Paul: vinci, prenditi pure quel Pallone d’oro che meriti. Lo sappiamo tutti che questo tramonto bianconero è il preludio di un’alba luminosa. È quello il tuo destino: brillare come la stella più bella in un cielo d’estate. Brillerai, sì: talmente tanto da abbagliare il resto. E non potranno far altro che ammirarti: pure noi, che ti abbiamo visto diventare il più forte. Ciao, Paul.