Tra benvenuti e bentornati, mattinata di corsa al trading center di Vinovo

Tra benvenuti e bentornati, mattinata di corsa al trading center di Vinovo


Ci sono volti nuovi, quelli di Daniel Alves e Gonzalo Higuain, gente che ha già respirato l’aria di Vinovo – Mandzukic e Lichsteiner – e infine chi invece è di casa come Claudio Marchisio, che è tornato a correre nel centro sportivo della Juventus per recuperare dall’infortunio al ginocchio. Nei giorni in cui non si fa altro che parlare di mercato, tra l’arrivo del Pipita e le voci su Pogba, è sempre bello tornare a parlare di campo, per quanto si tratti solo di allenamenti per ritrovare la condizione e aggregarsi al resto della squadra.

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I QUATTRO TITOLARI – Chi giocherà? Higuain o Mandzukic? Lichsteiner o Alves? La sensazione è quella per cui non esistano titolarissimi nella Juventus della prossima stagione, perché dispone di una rosa che fa invidia a tutto il mondo, poche, pochissime squadre possono contare su una tale ampiezza di scelte. Il croato, lo svizzero ed il brasiliano hanno continuato con il lavoro di preparazione atletica già inaugurato nei giorni scorsi, prestandosi anche ad una serie di test per valutare i primi risultati del lavoro che stanno svolgendo. Si è invece aggregato questa mattina l’argentino neo – acquisto juventino, che ha avuto così modo di conoscere parte dei suoi nuovi compagni di squadra. Higuain sarà oggi impegnato nel conferenza stampa di presentazione prevista per le 16.

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LIETO RIENTRO – Uno dei giocatori più influenti, più forti e più juventini degli ultimi anni è tornato a sudare e correre sui campi di Vinovo: Claudio Marchisio vuole bruciare le tappe per il suo rientro, voglioso di far parte al più presto di una squadra che non può fare a meno di lui.  Sì, perché la mancanza di Claudio si sente eccome nella Juve, come testimonia la passata stagione: media punti zoppicante con l’assenza del numero 8, che sale vertiginosamente in conseguenza al suo impiego. La sua importanza è data non solo dalle sue eccellenti qualità tecnico-tattiche ma anche e soprattutto dal suo carisma e dalla sua leadership che non ha mai latitato a dimostrare. Il principino è – con il passare del tempo –  diventato principe, ma tutto il mondo bianconero non vede l’ora di incoronarlo come re, magari d’Europa.

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