I moduli, i convocati, gli esclusi: ecco l'Italia di Conte

I moduli, i convocati, gli esclusi: ecco l’Italia di Conte


Sarà che l’Italia è l’unica nazionale al mondo a disporre di circa 55 milioni di CT ogni qualvolta stia per iniziare una competizione a cui prenderanno parte gli azzurri, ma la diramazione dei convocati ha sempre portato con sé una grande quantità di polemiche: è stato così nel 1982, quando Bearzot venne criticato per aver dato fiducia a Rossi, reduce da una lunga squalifica, è stato così, quando la panchina era nelle mani di Lippi, nel 2006 con le esclusioni di Vieri, Lucarelli e Panucci, e nel 2010, con il popolo che chiedeva a gran voce la convocazione di Cassano e Balotelli per la missione sudafricana. Nemmeno a Conte è stata risparmiata la lunga scia di chiacchiere che accompagna gli azzurri verso la competizione continentale, e per questo noi di SpazioJ abbiamo deciso di analizzare la rosa reparto per reparto, ipotizzando anche gli schemi e gli schieramenti possibili.

Bisogna però fare una doverosa premessa: nessun fenomeno guarderà da casa la manifestazione per la sola volontà del mister, mentre è impossibile non pensare a quanto incida sulla qualità della squadra l’assenza di Marchisio e Verratti. Fatta eccezione per il reparto difensivo, i veri top player su cui avrebbe potuto puntare Conte, se solo la sorte non li avesse condannati alle vacanze anticipate, sarebbero stati loro.

B-B-C, IL PUNTO DI FORZA – Il reparto difensivo rappresenta senza dubbio il punto di forza degli azzurri. Mister Conte potrà infatti contare su un trio che conosce alla perfezione i suoi schemi e che, soprattutto, da cinque anni compone la miglior difesa del campionato. A Barzagli, Bonucci e Chiellini è stato aggiunto Ogbonna, preferito a Rugani, mentre Acerbi e Astori non sono stati presi in considerazione. Le motivazioni di questa scelta sono essenzialmente due: il leccese ha preferito affidarsi a un calciatore che ha già dimostrato di potersi integrare sia in una difesa a tre sia in una difesa a quattro e che, inoltre, è riuscito a misurarsi anche con avversari di livello internazionale rispetto ai due colleghi prima citati. A questi si aggiungono Darmian e De Sciglio, in grado di potersi disimpegnare anche nel terzetto di centrali qualora ce ne fosse bisogno, e non bisogna dimenticare neanche De Rossi: qualora a essere indisponibile dovesse essere Bonucci, il tecnico potrebbe decidere di abbassare sulla linea difensiva il centrocampista giallorosso che, per caratteristiche sia tecniche sia caratteriali, è l’unico in rosa capace di guidare un reparto intero con la stessa qualità di Leonardo.

TRA CONFERME E SORPRESE, ECCO I PERCHÉ DELLE SCELTE A CENTROCAMPO– Le scelte che hanno fatto più discutere riguardano la zona centrale del rettangolo verde: in molti non hanno gradito l’esclusione di Bonaventura e Jorginho e, soprattutto, oggetto di discussione è stata la convocazione di Sturaro, da molti ritenuto inadeguato perché non titolare nella squadra di appartenenza. Sul centrocampista del Milan ha pesato molto il non aver ancora trovato una collocazione definitiva sul rettangolo verde, mentre l’italo brasiliano è stato sacrificato per far spazio a De Rossi e Thiago Motta. Dell’importanza giallorosso abbiamo già parlato, mentre è doveroso spendere due parole sul centrocampista di proprietà del PSG: non sarà certo un calciatore veloce di gamba, ma è un giocatore che in fase di impostazione ha grandissime qualità, oltre a disporre di ottimi mezzo fisici, ma soprattutto metterà al servizio della squadra un grandissimo bagaglio di esperienza internazionale. In quanto a Sturaro, i criteri che hanno portato a una sua convocazione sono due: le caratteristiche, molto gradite a Conte, e un serbatoio di energie ancora quasi completamente pieno. C’è però un dato da analizzare: se si escludono i calciatori convocati per lo stage, tra le prime 8 classificate, sono soltanto cinque i calciatori italiani ad avere più di venti presenze in campionato con il club di appartenenza: Bertolacci (23), Manganelli (34, Missiroli (24), Biondini (22) e Cataldi (20). Un dato che dovrebbe far riflettere e, soprattutto, indurre a un cambiamento più che repentino.

E IN AVANTI… – Veniamo qui alla nota dolente: l’Italia arriva alla manifestazione con un parco attaccanti che all’attivo ha soltanto 10 reti in nazionale, di cui cinque messe a segno da Pellè, di gran lunga il migliore del reparto in questi due anni. In attesa di un Eder che deve ritrovare lo smalto del girone d’andata dopo il semestre di buio in azzurro, l’unico che può fare realmente la differenza è Insigne, e le ultime partite, specialmente il test con la Spagna, l’hanno dimostrato. Fa rumore l’esclusione di Belotti e Pavoletti, ma anche in questo caso Conte ha deciso di puntare su chi gli dà maggiori garanzie di rendimento e adattabilità, senza dimenticare che Zaza, pur giocando meno di quanto avrebbe meritato, ha segnato gol pesantissimi, e inoltre può essere una pedina interessante da giocare a gara in corso. Giusta l’esclusione di Gabbiadini: per quanto talentuoso, l’attaccante di proprietà del Napoli ha fatto vedere le cose migliori da attaccante esterno con Benitez, e in questo ruolo Conte ha a disposizione Candreva, Insigne, Eder, Giaccherini e Bernardeschi. Proprio il numero 10 della Fiorentina può rivelarsi un innesto importante: in alcuni frangenti, in questa stagione, ha giocato anche come esterno di centrocampo in un 3-4-3, mostrando anche uno spiccato spirito di sacrificio. Anche in questo caso, gli unici tre calciatori con più di 20 presenze in campionato e convocabili per la nazionale sono Sansone, Manganelli e Berardi, mentre Saponara e Vazquez non sono stati presi in considerazione per la difficile collocazione tattica negli schemi debonucci contel commissario tecnico.

COME GIOCHERÀ L’ITALIA? – Antonio Conte, pur avendo a disposizione i giocatori per attuare ogni sorta di modulo, partirà con l’ormai consolidato 3-5-2. Attenzione però: in fase di non possesso la difesa potrebbe diventare a quattro. La difesa a fisarmonica l’abbiamo vista durante il terzo anno in bianconero del CT, che l’ha adottata per far fronte a quello che è il principale problema del 3-5-2: l’inferiorità numerica sugli esterni a cui si è condannati quando il pallino del gioco è nelle mani degli avversari. Con questo tipo di movimenti, quando l’attacco proviene dalle corsie esterne è il terzo di difesa che viene attaccato a uscire, evitando così di lasciare solo contro due l’esterno di centrocampo, mentre dalla corsia opposta scala a coprire l’altro esterno di centrocampo; se l’attacco invece è centrale i tre difensori restano larghi e a coprire in diagonale vanno gli esterni, evitando così sia di farsi schiacciare sia di concedere una superiorità numerica al centro del campo, abbassando troppo uno degli interni. È da leggere in questo senso la convocazione di Ogbonna, che può essere l’alternativa perfetta a Chiellini per caratteristiche, mentre sul centro destra, a dare un cambio a Barzagli, che ormai da anni interpreta questi movimenti alla perfezione — chiedere a Cuadrado o ad Allegri, che a volte l’ha impiegato anche come terzino destro con ottimi risultati per avere conferme — può essere Darmian, abile sia a giocare da centrale sia a giocare da terzino. In fase offensiva, invece, l’attacco può diventare a tre: Conte, come ha già fatto in altre occasioni, potrebbe attuare una strategia simile a quella utilizzata da Allegri in campionato, puntando su un esterno offensivo a destra e uno più difensivo a sinistra, o viceversa. È in questa direzione a offrire uno spunto interessante possono essere Insigne e Candreva: il primo può allargarsi a sinistra, mentre il secondo, grazie alla copertura di Barzagli in difesa e alla possibilità di far scalare in copertura anche Florenzi, può concedersi più libertà in fase d’attacco.

Un altro modulo che Conte ha provato negli ultimi giorni a Coverciano è il 4-4-2, che con gli interpreti a disposizione potrebbe essere la reale alternativa al 3-5-2. Candreva e Giaccherini sugli esterni a centrocampo, uno tra Eder e Insigne a sostegno della prima punta, mentre in difesa le soluzioni sono molteplici, partendo da De Sciglio e Darmian sulle corsie esterne fino a uno spostamento di Chiellini a sinistra per poter contare, nonostante il cambio di modulo, sulla miglior difesa del campionato al completo. Al centro del campo, con il 4-4-2 (o 4-2-4, se preferite), Conte ha sempre puntato su un giocatore di corsa, abile nell’interdizione, e uno che abbina qualità fisiche a una buona capacità di impostare. È stato così al Bari, con De Vezze e Gazzi, è stato così al Siena, con Vergassola e Bolzoni. In quest’ottica, al centro del campo Conte potrebbe puntare su De Rossi e Sturaro.

Anche qui è necessario riflettere sulle esclusioni: Jorginho, nel caso si fosse trovato a essere uno dei due centrali, avrebbe avuto non poche difficoltà ad adattarsi in quella posizione, e l’ha ampiamente dimostrato con Benitez, costringendo il mister a tenere sempre due interni in fase di copertura.

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