Real-Atletico, i rigori sentenziano Simeone: Zidane sul tetto d’Europa

Tutto il mondo con gli occhi su Milano. La finale di Champions annulla qualsiasi alternativa per questo sabato sera, la magia di una partita che è sempre più speciale delle altre obbliga il pubblico pallonaro a vederla. Per i tifosi della Juventus, inutile negarlo, l’approccio al divano è piano di rammarico: quei maledetti 180 secondi finali di Monaco di Baviera bruciano ancora. La squadra di Allegri avrebbe avuto la qualità necessaria per essere a San Siro a giocarsi la coppa dalla grandi orecchie. La Juventus ci riproverà l’anno prossimo, con più fame di prima.

SUBITO AVANTI IL REAL! – La finale tutta madrilena tra Real e Atletico inizia col canovaccio tattico atteso: la squadra di Zidane gestisce il possesso palla, quella di Simeone aspetta, pronta per ripartire in contropiede. Ciò che sorprende, però, è l’approccio timido dell’Atletico, svuotato della cattiveria agonistica tipica del Cholismo. Dopo una clamorosa occasione di Benzema al 6′, al 15′ il Real passa subito in vantaggio: spizzata di Bale su una punizione dalla trequarti, Sergio Ramos tocca quel tanto che basta per battere Oblak. Goal convalidato, nonostante la posizione irregolare del difensore spagnolo, vero incubo dell’Atletico, dopo il goal segnato nella finale di due anni fa nei minuti di recupero. Il resto del primo tempo è tanto Real e poco Atletico: Zidane impone la gestione del pallone, i blancos lo fanno bene e non corrono rischi.

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GRIEZMANN SBAGLIA, CARRASCO RESUSCITA L’ATLETICO – La ripresa inizia con l’episodio giusto per rimettere in partita l’Atletico: Pepe entra in ritardo su Torres, è calcio di rigore. Al 48′ si presenta dal dischetto Antoine Griezmann, ma il francese calcia il pallone sulla traversa. Col passare dei minuti la partita diventa più bella, le squadre si allungano, gli spazi in campo sono parecchi. Al 77′ occasione clamorosa per il Real, che prima con Rolando e poi con Bale, addirittura a porta scoperta, fallisce il 2-0. Sul capovolgimento di fronte, c’è l’inaspettato pareggio dell’Atletico: su un tiro cross dalla destra di Juanfran, Danilo non tiene la marcatura e Ferreira Carrasco batte Navas. La partita scivola via fino al 90′. Devono decidere i supplementari.

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PRIMA SUPPLEMENTARI, POI RIGORI – I supplementari iniziano con un Real incerottato e con già tutti i cambi effettuati. Ronaldo è palesemente fuori condizione per la botta subita in allenamento in settimana. Riparte meglio l’Atletico Madrid, con Ferreira Carrasco vero incubo di Danilo e della difesa del Real. Ma la stanchezza fisica incide sulla qualità delle giocate, ed entrambe le squadre faticano a creare occasioni da goal. Né la qualità del Real, né il cuore dell’Atletico, però, sono sufficienti a trovare un goal nei tempi supplementari.

Si va alla lotteria dei rigori. L’errore di Juanfran sentenzia gli uomini di Simeone, Ronaldo non sbaglia il rigore decisivo: il Real Madrid è campione d’Europa per l’undicesima volta nella sua storia.

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