Izquierdo Mágico – La storia di Paulo Dybala, el pibe de la pensión

– ¿Cómo es vivir en la pensión?

Es muy cómodo vivir en la pensión, estamos muy bien, cuidados. Se ha hecho una gran inversión. Estamos muy conformes.

– ¿Tus padres qué dicen sobre que no estés con ellos?

Mi ‘viejo’ falleció cuando yo tenía 15 años y me gustaría tenerlo para que disfrute esto que estoy viviendo, pero se que él desde arriba me ayuda. Si no fuera por él no estaría acá, le estoy muy agradecido, al igual que a mi mamá, que me apoya mucho.

“Mio padre morì quando avevo 15 anni, mi piacerebbe molto averlo qui, ma lui mi aiuta dall’alto. Se non fosse per lui non starei qui, gli sono molto grato, come a mia madre, che mi sostiene molto”.

La storia che vi raccontiamo oggi parte da Cordoba, più precisamente da un istituto in cui sono accolti i giovani dell’Academy dell’Instituto, principale squadra della città. Paulo è il nome del protagonista e vive da qualche tempo nella Pension, dopo essere stato a un passo dal Club Atlético Newell’s Old Boy, salvo poi rimanere nella sua città natale per volere del padre.

E, per l’occasione, noi di SpazioJ ci siamo avvalsi della straordinaria collaborazione di Marcos J. Villalobo, giornalista del quotidiano La Mañana de Córdoba e della rivista El Gráfico, che l’ha seguito molto da vicino durante il suo trascorso alla pensión.

EL IZQUIERDO MÁGICO“All’inizio del 2011, la “Quinta División” dell‘Instituto partecipò a un torneo giovanile in Cile. Alla prima giornata, la squadra di Cordoba ha affrontato il 64071_imgColo Colo. Pareggiarono 1 a 1, Dybala segnò per l’Instituto e poi si è infortunato al piede. Non ha potuto finire il torneo. E non ha neanche iniziato il torneo ufficiale organizzato dall’AFA. Contro il Banfield, Paulo stava in panchina, l’Instituto vinceva 2 a 1, ma il Banfield attaccava e il pareggio sembrava imminente. Il tecnico Francisco Buteler lo mandò in campo e, nei pochi minuti a disposizione, segnò un golazo da fuori area e chiuse la partita. Già nelle giovanili, Dybala si segnalava per il suo sinistro magico”.

PAULO DIVENTA EL PIBE DE LA PENSION – “Il primo omaggio a Dybala fu da parte del giornale La Mañana de Córdoba, che lo nominò “el pibe de la pensión”. In questo momento, ai primi di agosto, Paulo era stato promosso ad allenarsi con la prima squadra e le sue giocate attiravano le attenzioni. Viveva nella pensione del club, nella proprietà dell’Instituto chiamata “La Agustina“. Fu uno di quelli che ha inaugurato quest’alloggio per i giovani che venivano dall’interno della provincia. Ero alla pensione qualche settimana fa, con uno dei suoi istruttori, David Araya: gli brillavano gli occhi ricordandolo. Non per il suo gioco, ma per la sua umiltà, che non ha mai perso. A Cordoba, è molto amato per le sue qualità morali”.

L’ESORDIO E IL PRIMO GOL – Paulo nelle inferiores giocava da prima punta, segnava anche con una discreta continuità, ma non sembrava essere nel giro della prima squadra, almeno non dall’esterno. Eppure il 12 agosto 2011, a guidare l’attacco nella prima partita stagionale del torneo Nacional B contro l’Huracan, con tanto di camiseta con numero nueve stampato, c’era proprio lui, il ragazzino dal sinistro fatato. La sua partita dura 70 minuti, sufficienti per mettersi in mostra con giocate di classe che gli valgono la conferma nell’undici titolare per la partita contro l’Aldosivi. Anche in questo caso, i minuti a disposizione prima che Dario Franco lo riportasse in panchina sono 70, ma la differenza è sostanziale: al 58’ Fileppi batte verso il centro un calcio d’angolo, Paulo viene completamente dimenticato dai difensori avversari e di testa manda la palla alle spalle di Campodónico. Il piccoletto, da adesso in poi, non smetterà più di segnare.

LA NOTTE MAGICA CONTRO IL GIMNASIA – Dybala si è sempre caratterizzato per affrontare situazioni di difficoltà (dal punto di vista calcistico), nonostante la sua giovane età. Dopo il pareggio a reti bianche contro il River nel torneo di B Nacional del 2011/12, c’erano dubbi sulla squadra e arrivò la partita contro il Gimnasia de JujuyLo stadio di Alta Cordoba era un vero casino fino che, al 46esimo del primo tempo, viene fischiato un rigore per l’Instituto. Dybala aveva appena 17 anni, ma la cosa non sembrò importargli molto. Afferrò la palla e tirò il rigore come un veterano, anche se aveva giocato appena 11 partite da professionista. Segnò. Di classe e sicurezza. Il vero Dybala si mostrava in situazioni chiave. Così si è fatto un nome nel calcio argentino e mondiale”.

Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo, dalla fantasia. E Paulo, fin dai tempi delle inferiores, ha dimostrato di possedere queste doti.

LA STAGIONE DEI RECORD – Alla sua prima stagione, Paulo Dybala ha battuto ben 4 record: calciatore più giovane a segnare un gol e primo calciatore a giocare 38 partite su 38 in un campionato argentino, record strappati al leggendario Mario Kempes, primo calciatore a segnare due triplette in un campionato AFA, primo calciatore ad andare a segno per sei partite di campionato consecutive (dalla 22ª alla 27ª giornata). E il fato ha voluto che proprio in quella stagione, tra le squadre militanti nella Nacional B, ci fosse il River Plate. Ma come, i Millionarios in seconda divisione? Sì. E tra le fila della squadra del Más Grande de Argentina c’era un certo David Trezeguet, che terminerà la stagione con 13 reti all’attivo. Paulo, alla sua prima stagione da professionista, è riuscito a staccarlo di cinque reti nella classifica marcatori. Mica male per un esordiente.

PAULO DIVENTA “ ‘U PICCIRIDDU” – Uno dei primi agenti a puntare sul talento di Paulo Dybala è stato Gustavo Mascardi, impresario che vanta ottimi rapporti con una serie di società italiane, tra cui il Palermo, vista la presenza del direttore sportivo Sean Sogliano. La sua prima stagione in rosanero non è esaltante: “ ‘u Picciriddu”, come l’avevano ribattezzato i tifosi, fa il suo debutto alla seconda di campionato contro la Lazio, ma la partita finisce 3-0 per i biancocelesti. Il bilancio al termine della stagione è di soli 3 gol all’attivo, di cui due segnati contro la Sampdoria, e, nonostante cinque cambi in panchina, il Palermo retrocede in Serie B.

È proprio in cadetteria che Paulo trova uno dei suoi maestri, Giuseppe Iachini, che al termine dell’esperienza in rosanero risulterà essere l’allenatore più longevo dell’era Zamparini. In Serie B contribuisce alla promozione con cinque gol, ma è nella stagione successiva che Dybala dà il meglio di sé, formando con Vazquez una coppia di altissima qualità e mettendo a segno 13 reti. “ ‘U picciriddu esti forti”, dicono i tifosi che vanno ad ammirarlo al Barbera. E al termine della stagione arriva l’invito irrifiutabile di Madama, che decide di affidare a lui la pesante eredità lasciata da Carlitos Tevez.

PAULO ARRIVA IN BIANCONERO – Ora la sfida si fa più dura che mai, sostituire un fuoriclasse come Tevez, capace di caricarsi un’intera squadra sulle spalle nel momento della necessità, non è affatto facile, soprattutto se sei un ragazzino di 22 anni alla prima esperienza in un top team. Non se ti chiami Dybala, però, perché alla prima stagione Paulo riesce a fare addirittura meglio di Tevez in termini di gol e assist, riuscendo a colmare del tutto il vuoto lasciato dalla partenza dell’Apache. ‘u Picciriddu è finalmente diventato grande. Il rimpianto, in questo senso, resta solo uno: vederli giocare insieme sarebbe stato uno spettacolo.

Corrado Parlati
Si ringrazia Felice Lanzaro per la collaborazione

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