19 maggio 2007: la risurrezione dell’Araba fenice

Per la squadra di Didier Deschamps, quella promozione è stata una liberazione. Un sonoro 5-1 sul campo dell’Arezzo di Antonio Conte, un campionato dominato, chiuso con 3 giornate d’anticipo nonostante i 9 punti di penalizzazione. E come dimenticare quel debutto a Rimini del 9 settembre del 2006 con lo stadio tutto bianconero. In quella stagione la passione per i bianconeri si moltiplicò a vista d’occhio. Il motto era: uniti contro tutto e tutti. Da allora il tifo diventò una fede inossidabile.

Dieci anni fa appunto, l’inchiesta di Calciopoli si abbatteva come un terremoto sullo sport più amato dagli italiani, con polemiche e rancori che, al di là delle sentenze, non si chiuderanno mai. Molti giocatori se ne andarono, ma giù il cappello davanti a quelli che rimasero: Del Piero, Buffon, Trezeguet, Camoranesi… illustri Campioni del Mondo, e poi Nedved… un grande Pallone d’oro! Accettare la B rappresentava una scelta di cuore… non è stato facile, ma non hanno mollato nei momenti difficili.

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Ma la Juventus è come l’Araba fenice: sembra morta invece rinasce con tutta la sua forza! La Vecchia Signora realizza oggi l’impresa, eguagliando se stessa! Per la seconda volta nella storia della Serie A vince 5 scudetti di fila, come nel Quinquennio d’oro (dalla stagione ’30-’31 a quella ’34-’35). Una vera goduria!

Da Calciopoli a Scudettopoli, dalla cenere all’Ambrosiana, la Juve è la dea del banchetto del pallone. Un dominio pazzesco come quello della Triade. Dominio in campo e fuori, idee chiare nella programmazione e nella comunicazione (spogliatoio blindato, niente gaffe mediatiche). Successi che potrebbero durare a lungo.

Vincenzo Ferrante Bannera

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