Ital-Juve, forse qualcuno ha già dimenticato

In questi giorni si è fatto un gran parlare dell’elenco dei pre-convocati per lo stage pre-Europeo e, in particolar modo, un polverone si è sollevato per il “rifiuto” della Juventus di concedere Leonardo Bonucci al gruppo azzurro, nonostante sia squalificato per la finale di Coppa Italia, in programma sabato 21.

Stamattina, “Il Giornale” ha voluto dedicare un pezzo sull’accaduto titolando “Gelo infinito tra la Juve e il ct” e suggerendo poi tutti gli eventuali sgarbi e i precedenti di cui la Juventus si è resa protagonista.

Vediamo di snocciolarne il contenuto e capire il perchè di questa ennesima bufera che coinvolge la Juventus e un suo tesserato.

NORME – Cominciando da un chiarimento che l’articolo stesso cita e che è già sufficiente a chiudere la vicenda: “lo stage di Conte non è in una data prevista della FIFA e non c’era quindi l’obbligo di concedere Bonucci“. Da questo presupposto è già chiaro che il marasma scatenatosi dietro alla decisione di trattenere il giocatore in gruppo sia basato sul nulla.

Bonucci è un uomo spogliatoio e il suo ruolo di leader, non solo della difesa, ma anche nel gruppo è chiaro a tutti: lBonuccia Juventus ha deciso di non privarsi della personalità del ragazzo nella settimana di avvicinamento alla finale di Coppa Italia, tenendolo vicino al resto della squadra per mantenere alta la concetrazione. Da questo la prima considerazione sulla vicenda: visto che la Coppa Italia è un trofeo snobbato dai più, avrebbe forse dovuto la Juventus lasciar andare un giocatore anche se non strettamente necessario?

RISPETTO – Non potendo addurre una motivazione ufficiale o una violazione di una norma da parte della Juventus, ecco che il pezzo si sposta poi sul “rispetto” per la nazionale. Seppur sottolineando che la Juventus non ha mai mancato nel fornire i propri giocatori al gruppo azzurro, l’articolo prosegue tirando in ballo una mancanza di rispetto della Juventus nei confronti delle proprie bandiere e un’inclinazione nel dimenticare i successi ottenuti insieme. “Di sicuro c’è l’attitudine dell’ambiente juventino a dimenticare molto velocemente i successi vissuti insieme e riporre le vecchie bandiere. Vedi l’imbarazzo rammaricato di Del Piero..

Altra riflessione: come siamo passati dal discutere sul diniego della disponibilità di un giocatore a disputare uno stage ad un attacco alla Juventus e alla sua politica contrattuale nei confronti dei propri tesserati? Cosa ha a che fare come la Juventus ha gestito il mancato rinnovo di Del Piero con la “questione Bonucci-Nazionale”?
Assolutamente nulla, ovviamente.

MOTIVI DI MERCATO? – Dopo questa provocazione (chiamiamola così!), il pezzo torna su possibili rapporti non idilliaci tra la Juventus e la Federazione e, in questo caso, tra la Juvetus e Conte “reo” di essere il prossimo tecnico del Chelsea e di aver più volte espresso il proprio apprezzamento per un giocatore di assoluto spessore come Bonucci. Anche in questo caso, nessun fondamento, nessuna offerta e nessun avvicinamento vi è stato al giocatore da parte di emissari dei Blues.

Il pezzo si chiude con Malagò che, giustamente, smorza i toni sottolineando che non vi sia da pensare ad uno sgarbo da parte della Juventus.

PROMEMORIA – Visto che il pezzo parla della semplicità di “dimenticare i successi ottenuti insieme”, vorremo far presente un piccolo appunto che magari può essere sfuggito: Buffon, Cannavaro, maxresdefaultZambrotta, Thuram, Vieira,  Camoranesi, Zidane, Del Piero, Trezeguet. Ai più sembrerà solo un elenco di nomi e forse qualcuno ha dimenticato che questi 9 giocatori disputarono una finale Mondiale in quel lontano 2006 che vide, guarda un po’, l’Italia tornare sul tetto del mondo.

Oppure, senza andare tanto lontani e riferendoci allo scorso marzo, ecco l’elenco dei giocatori bianconeri impegnati con le rispettive nazionali: Buffon, Barzagli (poi rientrato a Torino per un risentimento) Bonucci, Zaza, RuganiMorata (Spagna), Mandzukic (Croazia), Khedira (Germania), Pogba ed Evra (Francia), Lichtsteiner (Svizzera), Alex Sandro (Brasile), Cuadrado (Colombia), Dybala (Argentina), Lemina (Gabon). A questo elenco di 15 giocatori andrebbe aggiunto Chiellini, che tuttavia era già indisponibile per i noti problemi fisici che lo hanno tenuto lontano dai campi per diversi mesi.

Magari può anche essere sfuggito il concetto, più volte marcato nella storia del calcio della nostra nazionale di “Ital-Juve“, per cui appare evidente che la Juventus non abbia mai fatto ostruzionismo verso il gruppo azzurro e ne abbia, anzi, sempre fatto un motivo di orgoglio e di vanto.

Così come magari è sfuggito all’attenta analisi di qualche intenditore nostrano che la Juventus ha, in diverse occasioni, riaccolto dei giocatori acciaccati a seguito degli impegni con le nazionali, ma che a questo non ha mai fatto seguire una polemica.

Vorremo davvero che, parlando di norme e di rispetto, si tenesse in considerazione il fatto che la Juventus quelle stesse norme le ha sempre rispettate e che, in passato, il rispetto mostrato dai bianconeri per la Federazione e per la nazionale non è sempre stato ugualmente corrisposto.

 

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