Soluzioni interne e ripieghi? Juve, ora serve un regista vero

Centrocampista? Sì grazie. Anzi, sarebbe decisamente ora. Perché i parametri zero, le soluzioni interne, i prestiti, i ripieghi e gli adattamenti non sempre possono bastare: fino sono addirittura avanzati, ma se alle parole fanno seguito ai fatti (come sempre succede, in casa bianconera) è arrivato il momento di mettere seriamente mano al ricco portafogli che Marotta ha sapientemente rimpinguato.

L’appartenenza, il “cucirsi addosso” la maglia, il far parte dell’ambiente-Juve: sono cose che possono accadere anche a un giocatore che viene in prestito per un anno, ma non è detto che questo succeda sempre. Leggasi, ad esempio, Cuadrado e Lemina: entrambi, soprattutto il primo, hanno dato un grosso contributo quest’anno. Ma pretendere tanta professionalità e abnegazione da un giocatore di passaggio, a volte può essere eccessivo. Entrambi dovrebbero tornare rispettivamente a Chelsea e Marsiglia, entrambi vorrebbero rimanere a Torino: senza addentrarsi in considerazioni di mercato, il desiderio di acquistarli e renderli bianconeri al 100% appartiene praticamente a tutti. Vero che giocare alla Juve, seppure in prestito, è in ogni caso una vetrina importante, e stiamo pur sempre parlando di professionisti: ma, ed è inutile precisarlo, la Juventus punta sempre alla costruzione di un “gruppo storico” attorno al quale cementare lo spogliatoio. Coi prestiti, questo alla lunga non si può fare.

Se il prestito è un’opportunità da cogliere, il parametro zero è frutto di un accurato lavoro di osservazione e documentazione, a volte di fortuna, a volte di caso: basti pensare a Pogba, a Pirlo o a Khedira. Ma anche a Lucio: perché non sempre l’operazione a zero euro può avere risvolti positivi. Le incognite sono sempre tante, sebbene l’ambiente bianconero sia probabilmente la bambagia migliore in cui allevare un talento o consentire ad una “vecchia gloria” di trovare riscatto. Senza considerare la convenienza puramente economica dell’affare: quanto costerebbe oggi Yaya Tourè? Tantissimo, nonostante l’età, eppure è un parametro zero: da prendere senza dubbio, ma non sempre si può pretendere la luna da giocatori che hanno già toccato il loro apice. Di gente come Andrea Pirlo non ce n’e poi tanta in giro.

Morale della favola? Complimenti alla dirigenza bianconera, che ha costruito un centrocampo fenomenale senza spendere un euro (in pratica l’ultimo acquisto “vero” nel reparto è stato quello di Vidal…), ma chiedere gli straordinari ai giocatori, e soprattutto ad un allenatore, dovrebbe rappresentare l’eccezione e non la norma. La partenza di Pirlo ha lasciato un vuoto che non è stato ancora colmato: perché Marchisio è stato bravissimo, ma la sua presenza nel mezzo ha tolto alla squadra un formidabile incursore e determinato un netto cambio di gioco. La Juventus quest’anno ha arretrato il baricentro, complice anche l’assenza di un vero trequartista, facendo meno possesso palla e agendo molto più con le ripartenze in verticale o sui lati. Allegri ha poi restituito Hernanes al suo vero ruolo di pivot, e sperimentato Lemina con buoni risultati. Senza dimenticare Padoin, regista contro la Roma alla seconda giornata: insomma, il buon Max le ha provate davvero tutte.

E’ l’ora di dargli un vero regista: per la squadra, per rendere credibile l’assalto alla Champions, per evitare altre false partenze in campionato. In Europa sta passando di moda il trequartista, perché il gioco si produce soprattutto sugli esterni e gli attaccanti sanno fare di tutto, ma davanti alle difese più importanti c’è sempre qualcuno che sa impostare il gioco: e quel qualcuno deve avere i piedi buoni.

Gennaro Acunzo

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